Dal cinema al mondo dell'informazione, dal volontariato alle istituzioni: dovrebbe, dovrà, coinvolgere tutti il nuovo modello di accoglienza che immagina la Caritas diocesana di Benevento. No al modello attuale dunque, un modello parcheggio che non giova né ai migranti né alle comunità, sì ad un welfare che si trasforma in welcome: benvenuti.
E' questo il messaggio che arriva anche dalla presentazione del festival #PortidiTerra, un festival del Welfare e del Welcome. Un messaggio che vuole arrivare ai comuni portando esempi positivi, come quelli di Petruro Irpino, di Chianche, dove piccoli gruppi di migranti arrivano e ridanno slancio alle comunità, comunità che per ragioni demografiche ed economiche diversamente sarebbero destinate all'invecchiamento e all'abbandono.
“Le comunità devono prendere coscienza del fatto che ciò che ci rende uniti – ha dichiarato don Nicola De Blasio, direttore della Caritas diocesana di Benevento – è l'essere persone, uomini e donne che al di là del colore della pelle o delle scelte religiose hanno il loro spazio e devono conservare la loro dignità. La povertà si può sconfiggere facendo sinergia tra tutti: non bisogna pensare di essere salvatori della patria, nessuno da solo può fare tutti, ognuno con poco, mettendolo in comune può fare tanto”.
Un messaggio lanciato anche alla politica: “Vogliamo redarre e consegnare alla società civile il manifesto Welcome, per comunità che sono pronte ad accogliere gli altri, a prescindere dal colore di pelle o dalle scelte religiose. Saranno in tanti, dalla politica, ai giornalisti, ai giovani ad essere coinvolti per dare un messaggio forte che speriamo possa essere recepito”.
Ha spiegato i dettagli la direttrice artisca del festival, Melania Petriello: “Nom sarà un festival di addetti ai lavori, che parla un linguaggio buonista o che dispensa ricette. Sarà un festival di interlocuzione, di racconto di esperienze concrete, in prima persona, di chi immigra e di chi lavora per rendere il processo di integrazione tra migranti e territori fuori dall'utopia, fuori dalla rabbia. E' un festival che dimostra che l'alternativa è lavorare sui piccoli comuni e sulle province di cui è fatto il nostro paese”.
