E' scontro tra Comune e Provincia sulla competenza per quanto riguarda la pulizia dei fiumi che, intanto, restano sporchi ed è forse questo dato ad interessare maggiormente i cittadini.
Dopo la nota inviata dal dirigente del settore ambiente di Palazzo Mosti, Perlingieri , che invitava la Provincia ad effettuare manutenzione per agevolare il flusso delle acque e ad impedire la formazione dei ristagni con la conseguente proliferazione di insetti e ratti, dalla Rocca secca era arrivata la risposta da parte dell'ingegnere Fusco che, oltre a parlare della mancanza di soldi per mettere in pratica le opere previste, aveva puntato il dito contro gli scarichi illegali e non depurati che finiscono nei corsi d'acqua che attraversano la città.
Oggi in merito alla questione interviene invece l'assessore comunale all'Ambiente, Vincenzo Russi che spiega: “Mi è sembrato strano il tono ed il contenuto della risposta del’ingegnere Fusco della Provincia all’invito del Dirigente del Settore ambiente del Comune di Benevento ingegnere Perlingieri di provvedere alla pulizia dell’alveo dei fiumi che attraversano la città, soprattutto perché l'ingegnere Fusco è persona stimata, competente ed è stato anche primo cittadino del suo paese.
I toni ed i contenuti della nota inviata dell’ingegnere Perlingieri erano cordiali, rispettosi dei ruoli e delle leggi e l’invio della stessa era stato, nel rispetto Istituzionale, comunicato il giorno prima all’ingegnere Panarese. Non mi sembra di altrettanto garbo la risposta, almeno quella che si legge sui quotidiani, soprattutto se si considera che la competenza della manutenzione e della pulizia dell’alveo dei fiumi sicuramente non è di del Comune di Benevento e la derattizzazione, disinfestazione e sanificazione attengono alla ASL. Al massimo il Comune provvede ad elevare qualche multa se viene colto in fragranza di reato chi sversa o getta rifiuti.
Anche la nota inviata dalla Provincia relativa alla discarica di Piano Borea, sempre a firma del Dirigente Fusco è strana e contiene imprecisioni. Alla luce della sospensiva ed in attesa che si chiarisca chi è il gestore del sito, il Comune proprietario del suolo attraverso gli uffici preposti ha avviato subito le procedure previste dalla legge chiedendo alla Magistratura il dissequestro per poter effettuare prelievi all’esito dei quali affidare con urgenza ad un gestore ambientale l’aspirazione del percolato per poi procedere ad un piano di caratterizzazione ed un progetto finalizzati alla richiesta di un finanziamento per la bonifica e la messa in sicurezza del sito. Il tutto nel più breve tempo possibile, nel totale rispetto delle leggi e della normativa vigente in materia e fatte salve le rivalse degli interventi in danno di terzi.
Ora – continua ancora Russi - considerato che il Comune non è l’Ente gestore del sito, che la proprietà del solo suolo fu trasferita di autorità al Comune dal Commissario. che il Tar contrariamente a quanto affermato dall’Ing. Fusco non ha dato torto al Comune, ne l’ha riconosciuto gestore del sito, ma ha semplicemente accolto la sospensiva richiesta dalla Provincia riservandosi il merito e confermando che la solo proprietà del suolo e del Comune, cosa da anni è nota a tutti, non si capisce a che titolo l’ingegnere Fusco, visto che sostiene che la Provincia non c’entra con il sito, chiede che vengano avviati atti e percorsi, che se avesse Istituzionalmente chiesto anche solo a conferma di quanto letto sui quotidiani, si sarebbe reso conto che sono stati già avviati dal Comune dal giorno successivo alla sospensiva”.
