Il campo, o meglio, lo stadio, è ancora ingombro di dubbi. C'è da fare la serie A e il Vigorito ha bisogno di adeguamenti. Il Comune di Benevento è in bolletta, la società è pronta a fare la sua parte ma con adeguate garanzie. Serve una soluzione, in tempi brevissimi. (Per capire lo stato dell'arte leggi qui l'articolo di Federico Festa)
Soluzioni a situazioni del genere sono state già trovate in altre parti d'Italia, vedi Udine, vedi Bergamo.
Nel comune lombardo lo stadio è stato venduto all'Atalanta, società di casa.
Abbiamo sentito l'assessore alla riqualificazione urbana, edilizia pubblica e privata del Comune di Bergamo, Francesco Valesini, per farci raccontare della procedura, delle ricadute, dei passaggi fatti per mettere a punto la vendita.
“Siamo stata la prima amministrazione comunale che ha venduto uno stadio. Abbiamo fatto un confronto coi casi di Udine e Reggio Emilia: a Udine risolto con concessione, a Reggio Emlia alienato stadio che era già di proprietà privata.
La concessione porta spesso a dover valutare volumetrie consistenti a compensazione dell'investimento, cose che volevamo evitare. Con la vendita si introita subito il valore della vendita, e altri aspetti che riguardano i tipi di intervento”.
E sulle caratteristiche del bando: “Il bando è aperto a tutti: può partecipare chiunque. Abbiamo dato regole precise: il vincitore doveva presentare piano attuativo entro sei mesi, l'impianto è stato vincolato con variante urbanistica per evitare operazioni speculative”
E, sulle tutele per l'Atalanta: “Se non avesse vinto il bando la società Atalanta si sarebbe dovuto dare il corrispettivo valore degli investimenti che la società ha fatto sullo stadio: interventi periziati e documentati e portati in consiglio comunale”.
Cristiano Vella
Ascolta l'intervista telefonica all'assessore Francesco Valesini
