Arriva una schiarita per quel che riguarda lo stadio Vigorito, in merito alle modifiche necessarie, secondo legge, per giocare in serie A.
Ebbene, sarà il presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, ad adempiere, materialmente ed economicamente ai lavori da effettuare allo stadio, per contro, il Comune si impegna per le opere connesse (come ad esempio quelle sulle strade d'accesso), con i fondi che dovrebbero arrivare in anticipo per quel che attiene alle Universiadi (intorno al milione e trecentomila euro), e in più si va verso una convenzione pluriennale (venti – venticinque anni) , in capo al Benevento, per la gestione del Ciro Vigorito.
Questi i risultati dell'incontro di oggi a Palazzo Mosti, cui hanno preso parte il patron Vigorito, il sindaco Mastella, vertici del Benevento Calcio e del Comune di Benevento.
A margine della discussione si sono espressi prima il sindaco Clemente Mastella e poi il presidente Oreste Vigorito.
Mastella ha spiegato che tempi e burocrazia della pubblica amministrazione cozzerebbero con la celerità che serve per portare a termine i lavori: “Il Benevento Calcio, col suo presidente Oreste Vigorito si è impegnato ad adempiere alle spese necessarie per adeguare lo stadio alle prescrizioni richieste per giocare in A. Per contro il Comune interverrà grazie ad un'anticipazione dei fondi per le Universiadi di cui già ho discusso con il rettore De Rossi, è chiaro che ognuno lavorerà per le proprie competenze: se fa una cosa il Benevento è chiaro che noi ne faremo altre, non intervenendo sullo stesso settore. Inoltre allungheremo i tempi della convenzione per la concessione dello stadio alla società”.
L'avvocato Vigorito ha fornito ulteriori dettagli riguardo alla discussione di questa mattina e degli ulteriori step necessari: “Ho ottenuto massima disponibilità, ma da vedere secondo i tempi della pubblica amministrazione, che sono lunghi, ma sarebbe opportuno che si cominci a lavorare sin da subito, preparando già gli atti. La società spenderà i soldi che occorrono per garantire l'iscrizione al campionato di serie A, con l'auspicio che anche gli altri organi deputati capiscano che come noi deroghiamo da quella che era una richiesta immediata di compartecipazione a queste spese loro debbano capire che si trovano di fronte a una festa, e che lo stadio va aumentato nella capienza. Non parliamo di un do ut des, ma di qualcosa di consequenziale.
Per quanto attiene ai lavori, ci sono cose che una società privata non può realizzare neppure volendo: la strada per l'accesso allo stadio non è di competenza di una società, ad esempio, ma il Comune si è impegnato a realizzare i lavori consequenziali a quelli che noi faremo sullo stadio”.
Cristiano Vella
