Era stata paventata già qualche mese fa, ma ora sembra proprio che l'emergenza idrica, dovuta tra l'altro anche alla siccità di questi mesi che continua anche in questa prima parte di autunno, comincia a toccare anche Benevento.
Una situazione deflagrata ieri quando la Gesesa ha diramato la comunicazione della riduzione della portata d'acqua da parte della Regione e per questo mezza città la scorsa notte è rimasta a secco. Poi, in tarda mattinata la nuova comunicazione di una nuova razionalizzazione a partire da questo pomeriggio.
Un problema, che secondo Gesesa è dovuto esclusivamente al taglio della fornitura che arriva attraverso l'acquedotto Torano – Biferno.
Questo pomeriggio a Palazzo Mosti si è tenuta una riunione operativa alla quale hanno partecipato il vicesindaco Mario Pasquariello e l'assessore Vincenzo Russi con i vertici Gesesa con il presidente Gino Abbate e l'amministrazione delegato Piero Ferrari.
All'esito del vertice è emersa anche la possibilità, dinanzi al persistere della razionalizzazione, che domani le scuole vengano chiuse. Ipotesi che sarà al centro di una decisione che il Comune prenderà nelle prossime ore e che riguarderà ovviamente gli istituti delle zone interessate dal razionamento.
Il presidente Gesesa, Luigi Abbate, oltre a parlare di un probabile guasto tecnico che potrebbe aver interessato le pompe che dal Molise fa arrivare l'acqua nel Sannio, punta il dito contro le inadempienze della Regione Campania “che continua a non rispondere alle nostre domande. Un atteggiamento – tuona Abbate - di supponenza e presunzione di fronte ad una città che viene bloccata da questa crisi. In questo momento 30mila persone non ricevono acqua".
Come si ricorderà, l'ipotesi dell'emergenza idrica era stata già annunciata qualche mese fa ed aveva scatenato una polemica tra la dirigenza di Gesesa e l'ex sindaco Fausto Pepe sull'utilizzo dei pozzi in Valle Telesina.
Al.Fa
