La Cgil, il Ministro dem e la sindrome della riserva indiana

VIDEO | Un gruppo di una trentina di ragazzini ha messo a nudo la nemesi della Sinistra

Benevento.  

(f.f.) - Quello accaduto ieri a Benevento, nel corso della visita del Ministro dell'Istruzione, ha restituito, netta, chiara, leggibile anche da parte di un bambino, la misura della siderale distanza tra le Istituzioni (come le abbiamo disegnate nel '900), gli organismi di rappresentanza (i sindacati) e la società, quella vera fatta di carne e pensieri, che affronta la vita reale e ne comprende i problemi.

A dare una lezione a tutti, ieri, tra piazza Piano di Corte e vico Sant'Antonio, una trentina di ragazzini (non di più) che protestavano per come la Scuola sta gestendo l'alternanza, ovvero l'impiego degli studenti nei luoghi di lavoro in modo sistematico e organizzato.

Chi parla con chi. Ieri la Cgil di Benevento voleva attivare il dialogo tra Valeria Fedeli, massima autorità sulla scuola, e dirigenti scolastici e professori, ognuno con qualche lagnanza da sostenere. Otto interventi da venti minuti ognuno: una passerella agghiacciante alla quale il ministro Fedeli a poco meno della metà ha deciso di sottrarsi: un corto circuito tra Istituzioni e organismi di rappresentanza, ma anche la riprova che una volta al potere anche le sensibilità dei sindacalisti cambia, in peggio. Quella che prima era una scuola di vita e di pensiero (la Cgil) adesso è soltanto un trampolino o un modo per tenersi a galla, lambendo soltanto il lavoro e le sue difficoltà quotidiane.

La protesta. Stucchevole che dentro si parlasse di “diritti uguali tra diseguali” e fuori i ragazzi lamentassero poca tutela dei propri diritti. Altro pesantissimo corto circuito: bastava che gli organizzatori del dibattito capissero che gli studenti andavano coinvolti, visto che appena una settimana prima a livello nazionale c'era pur stata una protesta. Risultato: il sindacato è oramai autoreferenziale, pensa a sè, alle dinamiche interne e alle posizioni politiche da assumere di volta in volta. Non rappresenta più la gente, non riesce più ad avere punti di contatto con le nuove generazioni. Proprio la contaminazione operai-studenti è stata la chimica necessaria per ottenere quelle poche cose buone dal '68. Percepito l'errore in atto, (parlare della scuola e dei diritti tenendo fuori gli studenti) la rappresentante locale della Cgil, Rosita Galdiero, ha abbandonato il convegno per andare a parlare con i ragazzi, riuscendo a convincere anche la Fedeli a farlo a sua volta.

Ognuno come gli va. Sì, i ragazzi hanno spiegato al Ministro quello che avevano gridato nelle piazze d'Italia appena una settimana prima. Ma subito si è compreso come parlassero due linguaggi diversi, distanti. Lo stantìo burocratese della Fedeli (l'alternanza non è l'apprendistato) contrapposto a esempi pratici dei ragazzi: basta mandarci a fare gli operai o a raccogliere pomodori in Puglia sotto il sole cocente. La mitosi cellulare della Sinistra in tre corpi differenti: Cgil, Ministro dem e studenti, ognuno affetto dalla sindrome della “riserva indiana”.

Alla nemesi di politici e sindacati viene naturale preferire i ragazzi.

Video | Sotto il “live” della giornata, senza mediazioni