“Continua a stupire l’atteggiamento volto a denigrare il lavoro svolto, da numerosi docenti, nelle scuole paritarie: il MIUR, infatti, non smette di ignorare le leggi e la normativa in materia, persistendo nel proprio atteggiamento discriminatorio”. È l'allarme che lancia l'avvocato Vincenzo Piscitelli che da tempo conduce battaglie al fianco dei docenti precari. “Anche la nuova mobilità – spiega il legale - continua ad ignorare i docenti che hanno prestato servizio nelle scuole non statali, prima dell’agognato ruolo. Il tutto in violazione della normativa che riconosce, nel nostro ordinamento, la parità tra scuola pubblica e scuola privata (l. 62/2000). Non è più pensabile – commenta Vincenzo Piscitelli del foro di Benevento -, che l’esperienza professionale maturata all’interno delle scuole paritarie non debba essere valutata, dall’Amministrazione, allo stesso modo di quella maturata nelle scuole statali; si va anche contro quelli che sono i dettami del D.L. 255 del 3 luglio 2001, convertito nella L. 20 agosto 2001, n. 333, all’art. 2, comma 2 che ha previsto che il servizio di insegnamento svolto nelle scuole paritarie debba essere valutato nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali. Non ricorre - ha concluso il legale -, alcuna ragione obiettiva per continuare a non attribuire punteggio al personale docente delle scuole paritarie, stante l’assenza di qualsiasi riferimento normativo che giustifichi tale disparità di trattamento. Numerose sono le sentenze dei Tribunali di competenza che, recependo la normativa regolante la materia, hanno riconosciuto gli anni di servizio prestati nelle scuole paritarie. L’auspicio è che anche il Tribunale di Benevento si uniformi all’orientamento degli altri Tribunali italiani”.
