VIDEO | Gesesa e la partita doppia delle quote solo pubbliche

Piero Ferrari punta all'aumento del capitale tutelando il 20 per cento di Acea

Benevento.  

(effe) - Piero Ferrari, amministratore delegato di Gesesa, messo alle strette ha dovuto ammetterlo: il pacchetto azionario in possesso della parte privata (Acea), pari al 20 per cento del capitale, non è in vendita. Come dire che se il corebusiness è crescere, accorpare e poi puntare all'orizzonte gestionale regionale in Campania, questo lo si dovrà fare aumentando il capitale e spuntare le quote della parte pubblica. Giusto una pettinatina di qualche punto percentuale, tipo far passare Benevento dal 38 al 33 per cento.

Spiegandola attraverso i patti parasociali interni, citando l'articolo 17, sempre l'ad Piero Ferrari ha detto che non bisogna aver paura di nuovi ingressi, che siano comuni sanniti (auspicabile in prima battuta) o irpini (inevitabile nei prossimi mesi) visto che conteranno con percentuali pari allo “zero-virgola”. Sempre prendendo a spunto l'articolo 17 e sempre utilizzando l'ottimismo gestionale dell'ad Ferrari, non si comprende, e ancora non viene spiegato, perché questi nuovi ingressi (si dice che alla porta di Gesesa ci siano 39 comuni irpini dell'Ato Calore Irpino con il capoluogo compreso) debbano trovare quote di capitale attraverso il detrimento della parte pubblica e non di quella privata, facendo passare proprio Gesesa dal 20 detenuto al 15 possibile “senza alcuna paura dello zero virgola”?.

Bene ha fatto il consiglio comunale di Benevento a non discutere l'argomento, rinviandolo a data da destinarsi. Quando si tratta di società miste, capire chi pettina e perché accorcia è sempre meglio. Quando poi si tratta di acqua e di contratti pluriennali che ti salvano o ti condannano al patimento delle pene dell'inferno è bene tenersi svegli.

Basta pensare all'emendamento presentato tra le maglie della finanziaria da un furbone di parlamentare pugliese, che tra un rigo e l'altro voleva infilarci il lasciapassare per tutta la portata idropotabile dell'Irpinia a favore dell'Acquedotto pugliese. Robetta da qualche decina di milioni di euro all'anno. Gesesa, se vuole crescere e accorpare, a queste cose deve imparare a prestare attenzione, così come anche il comune di Benevento deve imparare ad affrontare gli argomenti avendo orizzonti ben più alti e ambiziosi di una poltrona in consiglio di amministrazione.

Già, perché l'argomento aumento di capitale andava rinviato per comprendere dove indirizzare la programmazione e non perché veniva meno la rappresentanza. C'è bisogno di visioni e competenze per crescere, anche tra i banchi di palazzo Mosti. 

Segui l'intervista a 696tv di Mariateresa De Lucia