Provincia: ok al bilancio consolidato

Affrontato anche il tema del dimensionamento scolastico: polemica con i sindacati

Benevento.  

Ok in consiglio provinciale al bilancio consolidato della Rocca. Dopo aver osservato un minuto di silenzio per la morte di Luca D'Angelo, ingegnere di Telese figlio di un funzionario provinciale e dopo aver salutato Luigi De Nigris, dimissionario, è stato approvato dapprima il bilancio dell'Asea e poi il bilancio consolidato. 
Durante la discussione è stata anche affrontata la situazione relativa alla Samte, società partecipata della Rocca che si occupa di rifiuti. 
Situazione affrontata dal consigliere Giuseppe Ruggiero,che ha ricordato come Samte, al momento, lamenta un mancato introito da parte di numerosi Comuni che non hanno provveduto a pagare quanto dovuto a seguito delle tariffe dei servizi. In particolare il Comune di Benevento, che è il più popolato del Sannio, è il debitore maggiore, ma di fatto è inattaccabile in quanto è in dissesto dichiarato e quindi il recupero del credito è bloccato. Questa situazione, che nei mesi scorsi ha generato una procedura di concordato preventivo, sollecita, ha detto Ruggiero, non solo la ricerca dei debitori, ma anche l’ammodernamento delle strutture produttive dei grandi impianti come lo Stir di Casalduni. A tale proposito Ruggiero ha ricordato che un recente accordo di programma tra Provincia, Regione e Samte stessa riguarda il potenziamento e l’ammodernamento dell’impianto soprattutto per la lavorazione della frazione umida. Questa frazione al momento costituisce un costo esorbitante per tutti i cittadini perché la stessa per il trattamento finale viene inviata fuori Provincia a costi esorbitanti. Il Bilancio Samte comunque non è deficitario, anche perché molti Comuni debitori stanno regolarizzando la propria posizione: d’altra parte le tariffe della Samte sono le più basse di tutta la Regione e dunque sono competitive.

Si è quindi passati al sesto punto: “Piano provinciale per il dimensionamento e la programmazione dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2018/2019. Ratifica”. Sull’argomento ha relazionato il Consigliere provinciale delegato Giuseppe Di Cerbo, che ha dichiarato: “Questo non è un formale atto di approvazione, anche perché vi è stata una forte polemica soprattutto in Valle telesina, in particolare per quanto riguarda un indirizzo richiesto dal “Telesi@” di Telese Terme, che noi abbiamo giudicato positivamente, ma che non ha trovato d’accordo il Sindacato. Ebbene debbo notare che forse il Sindacato vuole assumere una competenza di natura politica; ovvero il Sindacato ritiene di poter giocare una partita di natura politica che fino a qualche tempo era di competenza della Provincia, ma che, poiché si voleva abolire proprio la Provincia, qualcuno ha individuato per se stesso un possibile spazio in più di manovra. Eppure noi come Provincia ci siamo ancora e dunque dobbiamo assumere le nostre decisioni, altrimenti non si capisce che cosa ci stiamo a fare. Noi abbiamo votato un provvedimento che non voleva in alcun modo essere di danno ad una comunità, come pure è stato sostenuto, ad esempio dal sindaco di Cerreto Sannita che ha ritenuto lesa la offerta formativa del proprio comune. Spero che questo consesso ratifichi la deliberazione presidenziale, anche perché noi dobbiamo ancora passare al vaglio della Regione Campania, che molto spesso non ascolta le esigenze del nostro territorio. Non esito a dire che in Regione si seguono interessi anche di natura diversa da quelli della politica sebbene Provincia e Regione siano entrambe espressioni del PD”.  

E’ quindi intervenuto il consigliere Mario Pepe: “Noi dobbiamo convocare le comunità e gli amministratori su questo tema delicato, perché se non lo facessimo si impoverirebbe il ruolo della stessa Provincia che invece cerchiamo orgogliosamente di difendere quale polo di partecipazione democratica delle comunità. Non possiamo ridurci ad essere un ente solo formale, ma dobbiamo lavorare insieme ai territori. Purtroppo questo provvedimento è nato “intramoenia” su un tema così importante come la formazione e la scolarizzazione: il problema è che noi rischiamo di spogliarci delle nostre prerogative sui temi centrali della cultura e della formazione. Un Comune non può cadere nel deserto sociale-culturale che è conseguenza inevitabile con la chiusura delle Scuole. Noi, quali amministratori delle aree interne, dobbiamo chiedere con forza la modifica della legge vigente in materia di dimensionamento scolastico in relazione alla difficoltà dei nostri territori di poter rientrare nei rigidi parametri di popolazione che sono facilmente raggiungibili nella fascia costiera. A questo proposito io penso che sia necessario un apporto dell’Università di Benevento per approfondire la questione dei numeri dei bacini di riferimento della popolazione. La legge di solito nasce da una lettura dinamica del territorio: in presenza di spopolamento, emarginazione, stagnazione etc. ebbene in tale caso dobbiamo invocare il cambiamento della legge vigente, che è contrario ad ogni principio di autonomia civile e politica delle istituzioni”.

Il Presidente Ricci ha quindi preso la parola ed ha così concluso: “devo registrare il fatto che spesso il Sindacato insegue interessi corporativi. Invece io ho cercato con la mia deliberazione di tenere la barra a favore del territorio. Sulla questione della legge che governa il dimensionamento è certamente da modificare, come io stesso ho più volte sottolineato”. La proposta è stata quindi approvata con 6 voti a favore, 1 contrario (Pepe) e 1 astenuto (Montella).