Mediateca all'Arpac, per protesta occupata la sede

L'assemblea popolare di Rione Libertà manifesta a via San Pasquale contro la decisione del Comune

mediateca all arpac per protesta occupata la sede
Benevento.  

Occupazione lampo alla sede Arpac di Benevento. L'assemblea popolare Rione Libertà ha fatto irruzione negli uffici di via San Pasquale per protestare contro la decisione del Comune di assegnare la mediateca della Spina Verde all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania.

“Una scelta lontana dai piani per cui è stata costruita la struttura” spiegano gli attivisti.

“Peraltro anche poco condivisa dalla dirigenza dell'Agenzia” prosegue Alessandro Tucci che prosegue: “si tratta di spazi probabilmente neanche funzionali per il lavoro svolto dall'Arpa”.

Inoltre il gruppo continua a sostenere che per il Rione Libertà cinquanta dipendenti che lavorano in un ufficio non sono una scelta giusta nella strada della crescita e dell'integrazione.

Il problema resta quella poca comunicazione tra chi deve gestire e assegnare gli spazi e chi dovrebbe viverli: “Il comune continua ad ignorarci. Preferisce tenere chiuse le strutture e farle marcire e vandalizzare, piuttosto che farle vivere. A questo non ci rassegniamo. Tenteremo nuovamente la strada del dialogo anche perchè le risposte dell'Arpac sono state praticamente inconcludenti”..

Nessun chiarimento, infatti, dal responsabile della direzione dipartimentale provinciale di Benevento dell'Arpa Campania, Elina Antonia Barricelli.

“L'Agenzia ha necessità di una nuova sede e preferiremo fosse una sede pubblica, per questo abbiamo allertato tutti gli enti.

Ha risposto solo il Comune che attraverso una delibera di indirizzo della giunta ha concretizzato l'ipotesi Mediateca. Ma c'è ancora tutto da valutare: dall'opportunità degli spazi alla convivenza con le associazioni del Rione. Inoltre a decidere sarà l'agenzia regionale, non certo noi”.

Tutto da rifare, dunque per la complessa vicenda che dimostra la necessità di ripartire da un dialogo che è sempre più difficile intavolare per la gestione degli spazi pubblici, che abbandonati portano solo a fenomeni di incuria e vandalismo.