Trottabus, ora anche senza bagni. Appello all'Asl: venga qui

A vuoto l'impegno per stipendi entro il 2 febbraio. Azienda allo sbando, sindacati zitti

Benevento.  

(effe) - Appello dei dipendenti della Trotta bus, da otto giorni sono costretti a frequentare uffici e quindi servizi igienici privi di acqua, al direttore generale dell’Asl Franklin Picker affinché disponga dei servizi ispettivi, unico strumento, denunciano i dipendenti, capace di smuovere le cose e portare l’azienda ad un comportamento più congruo.

Per quanto ci è stato spiegato, la situazione è tale da non poter più essere sopportabile. Ma questo dei contatori staccati da Gesesa, per una morosità conclamata di almeno 60mila euro, spicciolo più spicciolo meno, è solo uno dei capitolo aperti tra i novanta dipendenti e l’azienda.

Poi c’è il costante ritardo nel pagamento degli stipendi. L’azienda, con una nota ufficiale, aveva promesso che i bonifici riguardanti la mensilità di dicembre sarebbero arrivati entro il 2 febbraio. Non è accaduto nulla. Un’altra promessa fatta magari per prendere tempo e risolvere l’ostacolo ordine pubblico costituito dal servizio navette in occasione del derby.

“La beffa”, ci confessano rammaricati alcuni dipendenti, “è che tra Prefettura, amministrazione comunale e forze dell’ordine, tutti si sono complimentati per come la serata del derby è stata gestita, ma nessuno, proprio nessuno, Comune in testa, ha pensato di rivolgere un pensiero ai dipendenti Trotta bus, che nonostante siano da due mesi senza stipendi hanno garantito lo svolgimento del servizio. E’ amaro constatarlo, ma noi siamo meno che zero”.

La critica, senza mezzi termini, è anche rivolta alle organizzazioni sindacali interne all’azienda. Stanno trattando questa vertenza con il freno a mano tirato, mentre sia bando sia capitolato fornirebbero strumenti utili affinché il servizio venga revocato, atteso che, ed è già nero su bianco nel capitolato, “nessun rinnovo è previsto ed è possibile”.

L’ultimo “affaire” che ogni giorno di più si colora di giallo è la gestione del mega parcheggio di via del Pomerio. E’ in stato di abbandono (guardare le foto per credere) nonostante rappresenti (sempre nero su bianco nel capitolato fatto firmare dal Comune a Trotta, una previsione di incasso di 100mila euro. Complessivamente per la gestione della sosta a raso il comune ha previsto, sulla base di una occupazione media degli stalli, un incasso annuo Iva compresa di € 2.094.709,50.

Atteso che Trotta questo servizio non lo svolge gratis ma viene lautamente retribuita e visto che molte clausole, non ultima quella relativa al rispetto di ogni prescrizioni dell’Asl … di assicurare tutte quelle misure prescritte dall’Asl e da tutte le leggi e regolamenti vigenti in materia o che saranno emanate nel corso del periodo di gestione del servizio…, non sono rispettate, si comprende poco o per nulla l’atteggiamento della parte pubblica e delle organizzazioni sindacali. Qui qualcuno bara e gioca su più fronti.

La Trotta è espressione di una spa che ha 50 anni di vita. Non sono gli ultimi arrivati. E’ partner di Italo (società, quella di Italo, partecipata, tra gli altri per un 17,14% da Diego Della Valle, molto legato a Mastella) ed ha contratti attivi in diverse città italiane. E’ un’azienda che tra Benevento e Potenza (anche nel capoluogo lucano i dipendenti soffrono ritardi nei pagamenti degli stipendi), però, non si sa come, non si riesce a capire perché, non riesce a esprimere tutte le capacità imprenditoriali e manageriali di cui dispone.

Ma qualcuno deve rimettere ordine e ripristinare le regole. I sindacati servirebbero a questo.