Stop lavori ore calde, Errico: Credito d’imposta per ore di fermo obbligatorio

Il consigliere regionale ha inviato una nota al Presidente Fico

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Benevento.  

“La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve restare una priorità assoluta, soprattutto di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, accanto alle misure di protezione è necessario prevedere strumenti concreti che consentano alle imprese di sostenere gli oneri economici derivanti dagli obblighi imposti dalle ordinanze regionali”. È quanto dichiara il consigliere regionale Fernando Errico che ha inviato una nota al presidente della Regione Campania Roberto Fico e all’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola. L’obiettivo è quello di sottoporre una proposta operativa in merito all’ultima ordinanza regionale del 17 giugno con la quale la Regione ha disposto la sospensione delle attività lavorative all’aperto nei settori agricolo, edilizio e impiantistico durante le fasce orarie caratterizzate da elevato rischio termico, sulla base delle rilevazioni del sistema Worklimate dell’Inail. “Si tratta di un provvedimento importante e pienamente condivisibile - sottolinea Errico - perché interviene a tutela di migliaia di lavoratori esposti quotidianamente agli effetti delle ondate di calore. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere messa in discussione e deve continuare a rappresentare un principio guida dell’azione istituzionale”. Il consigliere regionale evidenzia però come l’applicazione dell’ordinanza produca anche significative conseguenze economiche e organizzative per le imprese coinvolte. “Le aziende interessate – spiega - sono chiamate a sospendere le attività produttive per periodi che possono arrivare fino a tre ore e mezza al giorno, continuando però a sostenere integralmente il costo del lavoro relativo alle ore di fermo obbligatorio. A questo si aggiungono il rallentamento dei cronoprogrammi, il rischio di mancato rispetto delle scadenze contrattuali, l’eventuale esposizione a penali negli appalti e una riduzione della capacità produttiva proprio nei periodi più importanti dell’anno per molte attività”. Secondo Errico, tali effetti risultano oggi privi di qualsiasi forma di compensazione economica, nonostante il fenomeno delle alte temperature stia assumendo caratteristiche strutturali. “Agricoltura, edilizia e impiantistica sono settori che operano per loro natura all’aperto e che, quindi, subiscono direttamente le conseguenze delle condizioni climatiche. Le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali ma una realtà con cui il sistema produttivo dovrà confrontarsi stabilmente negli anni a venire. Per questo motivo occorre affiancare alle misure di tutela della salute anche strumenti di sostegno economico adeguati”. Da qui la proposta avanzata dal consigliere regionale di introdurre un credito d’imposta destinato alle imprese dei comparti interessati dall’ordinanza. “Propongo - afferma Errico - l’istituzione di una misura compensativa parametrata al costo del lavoro sostenuto durante le ore di sospensione obbligatoria certificate dal sistema Worklimate. Si tratterebbe di uno strumento semplice e immediatamente applicabile, poiché la certificazione del rischio climatico è già pubblica, oggettiva e automatizzata, il perimetro delle imprese beneficiarie è definito dall’ordinanza e i costi sostenuti dalle aziende sono facilmente verificabili attraverso la documentazione fiscale e contributiva già disponibile”. Errico chiede inoltre alla Presidenza della Regione e all’assessorato competente l’apertura di un tavolo tecnico-istituzionale con le associazioni di categoria e le rappresentanze delle imprese interessate. “L’obiettivo – conclude - è quantificare con precisione l’impatto economico delle sospensioni obbligatorie, definire criteri e modalità di accesso al credito d’imposta e individuare le possibili fonti di copertura finanziaria, regionali, nazionali ed europee, anche attraverso gli strumenti dedicati all’adattamento climatico e alla transizione sostenibile. Il cambiamento climatico è una sfida concreta che impone risposte nuove: dobbiamo garantire contemporaneamente la sicurezza dei lavoratori e la sostenibilità economica delle imprese, attraverso una visione di lungo periodo e politiche capaci di accompagnare il sistema produttivo campano”.