Trotta, la vertenza prêt-à-porter: la versione dei dipendenti

Rientra lo sciopero ma non arriva l'acqua

Benevento.  

Da un dipendente della Trotta bus riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota relativa all'andamento della vertenza dei dipoendenti, con lo sciopero annunciato e poi revocato. Nel ricordare ai lettori che dal 31 gennaio scorso l'azienda è senza acqua a causa di una forte esposizione debitoria nei confronti di Gesesa, garantiamo a tutte le parti in causa la più ampia disponibilità al dibattito e confronto, con spazi a chiunque abbia qualcosa da dire al riguardo.

È con grande rispetto che contatto la vostra redazione, sono un dipendente del servizio di trasporto urbano di Benevento e volevo esprimere una considerazione in merito alla deplorevole situazione in cui versa l'azienda per cui, mio malgrado, lavoro.
Il recente incontro tenutosi a palazzo Mosti, al quale hanno partecipato i signori Trotta, il vice sindaco di Benevento ed altri amministratori comunali, l'onnipresente direttore della Trotta service (ex direttore Amts) nonché le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil, doveva rappresentare una vera e propria protesta seguita poi dallo sciopero dei lavoratori, almeno questo era quanto stabilito con i lavoratori tutti.
Una protesta che avrebbe potuto scuotere la giunta comunale rea di aver affidato il trasporto pubblico locale ad una sedicente azienda che non perde occasione, da oltre un anno per infinocchiare tutti. Le cronache locali (questo giornale particolarmente) hanno inquadrato bene la situazione dei trasporti a Benevento, il servizio infatti, è carente in tutto, nessun miglioramento è stato apportato, come pur previsto dal bando di gara, dall'avvento di Trotta nella nostra città. Se a questo aggiungiamo il fatto che i fornitori non vengono pagati (vedi Gesesa), i dipendenti percepiscono il salario a singhiozzo, nei modi e nei tempi dettati dalla proprietà (pur incassando i ratei dal comune di Benevento e i soldi liquidi dai parcometri puntualmente)senza poter contare sul versamento dei contributi obbligatori e il Tfr.
I locali aziendali ed i mezzi sono sporchi ( ricordo che in azienda non c'è acqua a causa del distacco per morosità da parte di Gesesa) e privi di qualsivoglia idoneità igienico sanitaria (prevista dal bando), nessuna certezza vi è, inoltre, per il futuro perché con l'espletamento della futura gara regionale, la Trotta bus non sarà di certo in grado di poter partecipare ad una competizione che vedrà protagonisti vere aziende di trasporto anche di calibro internazionale per cui le promesse di aperture di tavoli tecnici a cosa potranno servire se non per continuare ad infinocchiare tutti? Ed i lavoratori? Beh, i sindacalisti sapranno ancora tenerli buoni, in fondo sono in gran parte padri di famiglia che credono ancora di avere "il posto" da difendere così come lo avevano avuto dall'Amts o ancora prima.
Comunque tutto bene quel che finisce bene, per la gioia dell'amministrazione comunale, lo sciopero, infatti, è stato revocato, i sindacati sono soddisfatti (non si capisce però di cosa), le navette da e per lo stadio saranno assicurate, i Trotta hanno giurato che è tutto a posto (come sempre) e che quanto accaduto non succederà più... fino alla prossima volta. E quindi? Possiamo andare a votare. Evviva.
Anche se l'acqua è poca... come ha detto la Gesesa.
(Lettera firmata)