Trotta, siamo alle comiche finali: pure il Comune non paga

Niente bonifico "in sostituzione" per i dipendenti. E c'è chi si porta l'acqua da casa

Benevento.  

(fed. fes.) - Una determina che sembra sia arrivata molto in ritardo e pure da riscrivere in qualche modo: la vertenza della Trotta bus sarebbe alle comiche finali se risultasse vera l'indiscrezione in base alla quale la vicenda delle anticipazioni da parte del Comune sarebbe tutt'altro che risolta, come al contrario avevano comunicato da palazzo Mosti. In pratica, per superare i ritardi nel pagamento degli stipendi da parte dell'azienda, il Comune si era fatto carico di provvedervi con propri fondi, andando ad utilizzare gli importi dovuti alla Trotta ma non erogabili per il Durc non regolare dell'azienda trasporti.

Una procedura prevista, con tempi contingentati ma certi: due settimane e i dipendenti avrebbero dovuto avere i fondi.

Macché.

Stamane l'amara sorpresa. La determina è impallata presso la Ragioneria di palazzo Mosti e sarebbe arrivata con notevole ritardo, rispetto alla volontà politica espressa da Mastella e dall'allora vice sindaco ai dipendenti della Trotta che protestavano sotto gli uffici di palazzo Mosti.

In soldoni, niente stipendi. Da ridere, visto che si tratta di una procedura “in sostituzione” dei ritardi già accumulati dall'azienda.

Una tegola che viene fuori all'indomani dell'ennesimo pasticciaccio registrato nella gestione dell'azienda di via Santa Colomba: ratei in ritardo con il Consorzio Unico Campania e fornitura dei biglietti per i viaggiatori a rischio.

In questa lettera-verità, le amare considerazioni di un dipendente della Trotta. E' firmata.

C'era una volta il trasporto pubblico locale a Benevento. C'era, perché oggi, evidentemente non c'è più se non quattro sgangherati bus che girano per la città. Non molto tempo fa, invece, vi era una ristrettissima cerchia di "compagni" molto capaci di gestire la cosa pubblica. Per molti decenni, infatti, hanno portato avanti una obsoleta organizzazione aziendale che chiudeva i bilanci con il consueto mezzo milione di disavanzo ma S. Patrizio aveva ancora il pozzo pieno. La torta, quindi, si riusciva ancora a spartire.
Poi qualcosa di brutto è successo, la politica che comunque "vegliava" sulla ristretta cerchia di compagni, ha deciso che la gestione non era più sufficiente a soddisfare tutti ed ha investito, in modo geniale, sul parcheggio di porta Rufina.
E fu la catastrofe!
Il resto è storia recente, fino all'avvento della giunta comunale che ha avuto il merito di affidare il trasporto pubblico "al migliore" sulla piazza (figuriamoci il peggiore cos'è), la Trotta bus. Quest'ultima ha gestito tale esercizio, di fatto, da febbraio a dicembre 2017, per poi darsi letteralmente alla fuga, lasciando i dipendenti senza stipendio, senza contributi, senza tfr, senza acqua e con altre innumerevoli e gravi inadempienze.
Non è ancora dato sapere se il comune se ne sia accorto oppure no.
Pare che per palazzo Mosti, che ha assunto i poteri sostitutivi pagando gli stipendi arretrati (ma sarà poi vero?), tutto sia risolto. Di fatto, però, i Trotta non si fanno più vivi ormai da mesi, l'azienda è ridotta ad un "morto che cammina", i sindacati aziendali i quali tanto latte hanno succhiato da mamma Amts sembrano improvvisamente ammutoliti, disintegrati, zittiti.
Pare stiano percorendo "il miglio verde" come nel famoso film interpretato da Tom Hanks. Però una cosa buona devo assolutamente citarla, pare che ci sia, in azienda, un dipendente estremamente volenteroso che ogni mattina si preoccupa di riempire una botte di acqua (proveniente forse da una fonte di sua proprietà) per portarla sul posto di lavoro e permettere agli addetti di lavare i mezzi: una promozione sarebbe d'obbligo. Concludo con una raccomandazione ai dipendenti tutti; siate parsimoniosi nello spendere gli stipendi arretrati perché con l'aria che tira, il prossimo sarà elargito dal comune con data da destinarsi.