L'incontro con la vedova di un agente della scorta di Giovanni Falcone. Il ricordo di persone speciali: il magistrato nella sua irremovibile lotta alla mafia e chi lo accompagnava in quel drammatico incontro con il destino.
Parole toccanti, messaggi forti, indirizzati a una platea d'eccezione: gli studenti delle scuole beneventane, attori di un futuro che consegnerà alla storia ogni forma di criminalità organizzata.
Un appuntamento senza dubbio significativo quello andato in scena venerdì. Ospite in città Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro, componente della scorta di Falcone in quel tragico pomeriggio del 23 maggio 1992. Testimonianza resa nell'ambito del progetto “Dipende da te” promosso dal Comune di Benevento e dall'Ufficio scolastico provinciale.
Parole pronunciate però da un palco che probabilmente non era il più indicato a fare da location per un simile evento: l'ex cinema San Marco. La gloriosa sala in Via Traiano è infatti da mesi al centro di una disputa tra i proprietari e una cittadina beneventana che, forte di una sentenza a proprio favore, ne ha chiesto il sequestro.
Non una banale “bega” tra privati se si considera che l'oggetto del contendere, già definito dal 2013 con sentenza della Corte d'Appello, è la condotta usuraria praticata ai danni della cittadina che rivendica il sequestro conservativo della sala scelta per la importante manifestazione. “E' davvero un paradosso – commenta Aurelia Cangiano, protagonista della vicenda – che una iniziativa così densa di significato venga fatta svolgere in un luogo che rappresenta l'antitesi dei valori testimoniati. La legalità parte da ognuno di noi, dalle nostre azioni quotidiane, si è evidenziato giustamente nel corso della manifestazione. E allora mi chiedo se non è una palese incongruenza lanciare tale messaggio da un palco che è oggetto di una procedura di sequestro presso il Tribunale di Benevento a seguito di condanna per reati usurari, notoriamente contigui a quelli mafiosi. Se avessero davvero voluto onorare lo spirito delle parole pronunciate dalla vedova Montinaro – conclude Cangiano – gli organizzatori avrebbero dovuto scegliere qualsiasi altra ubicazione, anche perchè il Comune è senz'altro a conoscenza della vicenda come dimostra la recente chiusura del San Marco”.
Paolo Bocchino
