Alberi e fango, Ponte Leproso a rischio esondazione

I detriti trascinati dal maltempo occludono parzialmente le due arcate centrali: gente in ansia

Benevento.  

(f.f.) - L'inghippo è in via Appio Claudio. L'ostacolo è lungo il Sabato. Il rischio, serio e incombente, è per Ponte Leproso. terzo secolo avanti Cristo. La causa sono tronchi d'albero, fango e detriti trascinati dalle acque del Sabato dopo le forti piogge di lunedì scorso. Un vero e proprio argine che si è formato, in particolare, a ridosso della seconda e terza arcata. Il deflusso del fiume ne risulta notevolmente limitato e non ci vuole un tecnico esperto per immaginare che, con un lungo inverno davanti, le cose potranno solo peggiorare.

Con altre piogge e altro maltempo i detriti andranno ad accumularsi creando due condizioni particolari: l'accumulo di energia cinetica verso punti determinati e il deflusso non canalizzato dell'acqua. Insomma, c'è un monumento che ha pochi eguali in Italia abbandonato al pericolo e le case più in basso di via Clementina a rischio esondazione. Le foto, che pubblichiamo in galleria, sono più che eloquenti. Quanto basterebbe per essere preoccupati e mettere mano ad un piano di intervento rapido e straordinario, con l'utilizzo del condizionale se non si trattasse della sciatta e criminale gestione dei fiumi che avviene a queste latitudini.

Le autorità di Bacino, il Genio civile, la stessa Provincia o il Comune di Benevento hanno potere chi di intervento diretto e chi di segnalazione: ma niente. La predisposizione più semplice è al dramma, all'intervento post tragedia (c'è chi ricorda l'alluvione del 2015, i cui segni sono ancora evidenti in zone come Parco Cellarulo, ma bisognerebbe appuntarsi cosa è stato a Benevento con l'alluvione del 1949) piuttosto che metter mano alla prevenzione. 

Le segnalazioni che giungono da quella zona della città sono preoccupate. I comitati di quartiere che puntualmente spuntano poco prima delle tornate elettorali dovrebbero darsi da fare.

Noi l'abbiamo scritto. A futura memoria.