Sciame sismico, Ingv: "Zona di pericolosità elevata"

"Eventi ultime ore in una zona di pericolosità da alta a molto alta: Ceppaloni distrutta nel 1668"

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Ceppaloni.  

Interviene l' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sulle scosse che in queste ore stanno interessando il Sannio: 

"Da qualche giorno la Rete Sismica Nazionale dell’INGV - si legge nella nota - sta localizzando una sequenza sismica in provincia di Benevento, in un’area ad una decina di chilometri a SUD della città capoluogo al confine con la provincia di Avellino. Dal 21 novembre 2019 sono stati una ventina gli eventi sismici localizzati tra i comuni di Ceppaloni (BN), San Leucio del Sannio (BN) e Apollosa (BN)".

"Alle ore 16:00 di oggi 25 novembre 2019 sul sito http://terremoti.ingv.it - continua il comunicato -  sono riportati 24 eventi sismici. Gli eventi principali sono stati:

ML 3.2 del 25-11-2019 ore 11:27:32 (I) in zona: 3 km W Ceppaloni (BN)
ML 3.1 del 25-11-2019 ore 12:15:21 (I) in zona: 2 km SW San Leucio del Sannio (BN)
ML 3.0 del 25-11-2019 ore 12:35:00 (I) in zona: San Leucio del Sannio (BN)

"In questi giorni- prosegue la nota - e soprattutto nelle ultime ore altri eventi sismici sono stati registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale  ma non è stato possibile localizzarli in quanto troppo locali e di bassissima energia. Ricordiamo infatti che per ottenere una localizzazione affidabile è necessario che l’evento sia registrato da almeno 3 stazioni sismiche. Come si può vedere dalla registrazione della stazione di VITU (Vituliano, BN) possiamo contare circa 35 eventi dalle 14 del 24 novembre ad oggi".

"L’area interessata da questa sequenza - spiegano gli esperti di Ingv - si colloca in una zona a pericolosità sismica da alta a molto alta, nonostante, nel corso dell’ultimo millennio, non risultino eventi sismici epicentrali particolarmente rilevanti.  Nella provincia di Benevento soprattutto l’area a nord-est e nord-ovest del capoluogo è stata interessata nel passato da terremoti di magnitudo superiore a 7. I maggiori terremoti storici localizzati entro i confini provinciali sono quelli del 5 giugno 1668 (Mw 7.06), del 14 marzo 1702 (Mw 6.56) e del 21 agosto 1962 (Mw 6.15) che hanno tutti avuto origine nei settori della catena appenninica settentrionale e orientale della provincia stessa".

"La storia sismica delle località situati nell’area direttamente interessata dalla sequenza in corso - rivela l'Istituto di geofisica - è molto lacunosa. La segnalazione più antica risale al terremoto del 5 giugno 1688, quando Ceppaloni subì effetti macrosismici pari al grado IX MCS. Il terremoto del 21 agosto 1962 ebbe effetti valutati pari al grado VII-VIII MCS a Beltiglio (frazione di Ceppaloni), al grado VIII MCS a San Leucio del Sannio e al grado VI MCS a Ceppaloni".

"Le scosse di questi giorni - conclude la nota - si stanno verificando in un’area in cui la sismicità non è stata frequente negli ultimi anni, l’ultima sequenza sismica nel beneventano si è verificata nel settembre del 2012 con numerosi eventi localizzati nell’area tra Paduli e Pietrelcina (magnitudo massima M 4.1 il 27 settembre 2012)."