A Benevento Piazzale Bettino Craxi: Mastella "omaggio ad un fuoriclasse"

Oggi l'intitolazione dello spazio lungo viale dell'Università

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Benevento.  

“Mio padre è stato un servitore della Patria e del Paese, un leader socialista che si è battuto per i diritti, è una vicenda che va riconosciuta e dunque apprezzo molto questo gesto”.
Così Bobo Craxi all'intitolazione della piazza alla memoria del padre Bettino, a Benevento lungo viale dell'Università.
Una scelta del sindaco Clemente Mastella che dopo aver omaggiato Fanfani, De Gasperi e De Mita prosegue in questa scelta.
Così Benevento ha il suo piazzale Bettino Craxi.

Il commento del figlio Bobo

 “È un gesto che apprezzo molto – ha dichiarato Bobo Craxi - ma che si iscrive in una fase della vita sociale e politica del Paese molto chiara. La storia ha fatto il suo corso, i protagonisti di quella storia non ci sono più ed è giusto riconoscerne il loro valore, se c'è stato valore. Nel caso di mio padre Bettino il valore nasce dal fatto che è stato un servitore della Patria e del Paese, un leader socialista, socialdemocratico di stampo europeo ed internazionale e che si è battuto per i diritti degli uomini e i diritti dei popoli. Poi è arrivata la vicenda di Tangentopoli, la fine della guerra fredda e la fine traumatica e triste anche della sua vita, questo però non significa che non possa essere riconosciuto”.

Mastella: un fuoriclasse della politica

“Bettino Craxi è stato una personalità della storia politica italiana, quindi ho ritenuto importante questo riconoscimento. Da Ministro della Giustizia ho visitato la sua tomba. Morì ingiustamente in esilio e ne riconosco le qualità, pur a volte non condividendone alcuni aspetti di natura politico-partitica. Ma non sono le distanze ad influenzarmi. E' stato un fuoriclasse, di cui riconosco le qualità e le capacità. Mi è dispiaciuto delle situazioni che ha vissuto pagandone poi il prezzo”.

Maraio: una figura legata alla crescita dell'Italia

“E' stata una figura importante nel nostro Paese – il commento di Enzo Maraio Segretario del partito socialista italiano -. La sua figura e la prima Repubblica sono legate alla postura internazionale, alla politica estera dove l'Italia era protagonista, non era succube e oggi più che mai lo rileviamo di fronte ad una politica estera inesistente del governo Meloni, ma così come in politica interna. Abbiamo avuto il coraggio in quel momento, in politica interna, durante la prima repubblica di dare al Paese un'economia, uno sviluppo, una strategia, una crescita che era costante. Oggi bisogna guardare a quello non cedendo alla nostalgia, ma prendendolo come esempio di direzione di marcia di futuro, di quello che la politica deve fare ancora nel nostro Paese”.