"Il futuro che ci impegniamo a costruire dopo l'emergenza"

Il confronto digitale promosso da Cives

il futuro che ci impegniamo a costruire dopo l emergenza
Benevento.  

Cives - Laboratorio di formazione al bene comune ha promosso in questi giorni un confronto “digitale” e di scrittura partecipata con l’intento di formulare alcune considerazioni sulla condizione che stiamo vivendo nel nostro territorio cercando di offrire 'idee oltre l’emergenza'.

"Si tratta non di uno sguardo da osservatori - spiegano i promotori dell'iniziativa - ma da cittadini attivi che, insieme a tanti altri, in particolare ai molti soggetti del Terzo settore sannita, vogliono dare il loro contributo per “il futuro che ci impegniamo a costruire”. Da questo scambio ne è scaturito il seguente documento: "Il tempo sempre più lungo dell’emergenza Coronavirus ci sta imponendo un cambiamento di sguardo sulla nostra realtà che investe il presente per come lo abbiamo determinato e soprattutto il futuro che insieme agli altri intendiamo costruire, sempre nella prospettiva del bene comune. Noi come appartenenti al Laboratorio Cives, che fondiamo la nostra presenza e azione sull’amicizia sociale nello spirito di quanto indicato da Papa Francesco, attraverso un ampio confronto “digitale” e di scrittura partecipata, abbiamo inteso formulare alcune considerazioni su varie questioni capaci di connettere più aspetti che riteniamo importanti per la tenuta sociale dei nostri territori, del nostro amato Sannio. Il tema della ricostruzione delle comunità passa infatti, inesorabilmente, attraverso fondamenta solide da piantare oggi, nel mare in tempesta: tutti, come persone impegnate in ambito sociale, in questo contesto, dobbiamo essere in grado non solo di alimentare nuove relazioni, ma di essere animatori di speranza affinché si possa uscire da questa fase complicata in maniera nuova. Tale rinascita la immaginiamo come esito di un impegno di persone libere e forti, attraverso il quale ognuno si senta responsabile verso l’altro. Un ringraziamento al personale della sanità e ai cittadini. Proprio l’emergenza sanitaria da un lato ha fatto rifulgere le forti motivazioni etiche e professionali del personale sanitario a tutti i livelli che sta affrontando l’emergenza con grave rischio personale e familiare, dall’altro una indubbia fragilità del sistema ospedaliero che va certamente rinforzato e ripensato dopo anni di ridimensionamento magari con una più intensa centralizzazione e coordinamento. Sentiamo anche di manifestare il sincero ringraziamento ad ogni singola persona del nostro territorio per il profondo senso civico che sta dimostrando. Pensiamo ai professionisti, alle PMI, agli artigiani, alle tante aziende agricole, ai coltivatori, agli allevatori del nostro territorio: sono i soggetti produttivi che in questo momento necessitano di un maggiore sostegno affinché possano ricominciare le proprie attività una volta che, si spera presto, termini l'emergenza Covid-19. Da essi dipende la complessa ripresa economica delle nostre terre". 

Uno sguardo agli ultimi: "Ma è opportuno che il nostro sguardo di animatori del sociale sia posto in maniera attenta soprattutto nei confronti di chi, già a rischio emarginazione in tempi ordinari, vive oggi un pericolo concretissimo di venire estromesso da ogni forma di tutela e di garanzia sociale. In questo senso, oltre alle misure di sostegno alimentare approntate dal Governo, è bene riflettere su forme innovative di inserimento di tali soggetti nel mondo del lavoro. Un’opportunità potrebbe essere quella di valorizzare le competenze e abilità di tali soggetti attraverso progetti, proposti dai Comuni o comunque dalle istituzioni di prossimità, di piccola manutenzione urbana che consentano così di accrescere la bellezza e la vivibilità delle nostre comunità ma soprattutto provino a dare a coloro che vi prendono parte un obiettivo lavorativo, facendo in modo di restituire dignità alle persone. In questo senso il ricorso alla forma cooperativa potrebbe essere molto utile, immaginando che l’istituzione Regione possa mettere a disposizione delle risorse finanziarie significative per avviare questi “cantieri di lavoro dignitoso”. Tenendo a mente, però, che i tempi della burocrazia non sono i tempi della vita. La prontezza nella risposta non è solo indice di efficienza dell’azione pubblica ma segno di umanità". 

Il contributo del Terzo Settore: "Pensiamo al ruolo che il Terzo Settore, in cui noi ci riconosciamo, sta svolgendo in questa fase e soprattutto a quello che dovrà sviluppare nel post emergenza. Chiediamo, impegnandoci per la nostra parte, che sia valorizzata la ricchezza del volontariato, delle associazioni, delle cooperative sociali e di tutti i soggetti che a vario titolo costituiscono vere e proprie antenne sociali che conoscono bene il territorio e le persone che lo abitano. Proponiamo di individuare modalità che consentano a questi soggetti di non essere solo meri esecutori, ma protagonisti anche della fase di programmazione delle iniziative da intraprendere, così che le stesse possano essere anche più vicine alle esigenze di chi necessita assistenza e sostegno. In termini pratici, chiediamo che questo venga attuato per tutti i livelli istituzionali, dai comuni fino al livello nazionale. Molti volontari anziani, inoltre, oggi sono impediti ad una piena partecipazione e quindi, mentre va incrementata la vicinanza e la mutua assistenza, va richiesto un maggiore investimento nel servizio civile, consentendo ad una ampia leva di giovani di dare il proprio contributo. Anche nel Sannio si avverte un’emergenza finanziaria per questo mondo che si trova bloccato nelle proprie attività ordinarie. Serve l’anticipo immediato delle risorse del cinque per mille in particolare per i soggetti sociali più piccoli e spesso incolpevolmente inadempienti rispetto a una serie infinita di impicci burocratici".