Benevento piange la scomparsa dell'avvocato Raffaele Verdicchio (per tutti Lello), venuto a mancare all'età di 81 anni. L'avvocato Lello Verdicchio è stato sindaco di Benevento dal novembre del 1992 al 31 maggio dell'anno successivo. Una breve consiliatura che lo ha contraddistinto per i suoi modi gentili, garabati e professionali.
Ed oggi è un giorno tristissimo per la moglie Anna Maria Anzovino, i figli Vincenzo, Stefano e Marco, i fratelli Anna Maria e Geppino, Anna Pepe, le nuore, i nipoti e tutti i parenti che lo hanno sempre amato e circondato di affetto.
I funerali dell'avvocato Lello Verdicchio si celebreranno domenica 16 agosto alle 10.15 presso la chiesa di San Gennaro a Benevento.
"Rendo omaggio all’avvoacato Raffaele Verdicchio che fu mio predecessore apprezzato. Lo ebbi mio professore al Liceo, dove dava il meglio della sua notevole cultura a noi allievi. Contribuì con altri amici a indicarlo come sindaco e fece bene. Alla sua famiglia la mia solidarietà umana e cristiana". Qiesto il ricordo del sindaco Clemente Mastella.
Un ricordo vivido dell'operato politico in anni non semplici per Benevento lo ha fatto il giornalista e scrittore Bruno Menna dalla sua pagina Facebook: "Fu chiamato a guidare la città in un autunno di passione per la politica beneventana - ricorda Menna -. Le inchieste della magistratura mordevano alle caviglie. Dopo le dimissioni di Antonio Pietrantonio, serviva una 'fase di decantazione' e la Dc non aveva molte alternative per dare un vertice al tripartito con Psdi e Pli. Fu scelto, allora l’avvocato Raffaele Verdicchio, che fu anche docente di diritto e giudice onorario, a cui non faceva difetto quell’abilità, tutta beneventana, di sapersi muovere anche tra le correnti più infide dell’inganno e del disinganno. Il suo mandato, come nelle previsioni, fu breve. Dopo sei mesi, lui e i suoi assessori tecnici piantarono baracca e burattini. Il clima era effervescente, la pressione giudiziaria sempre più forte, il dissesto finanziario era nell'aria, l’elezione diretta del sindaco bussava prepotentemente alle porte. Era il 31 maggio del 1993... Era entrato in consiglio comunale la prima volta nel 1970 nelle fila del Pci. Ottenne la riconferma nel 1975 e nel 1980 ma nella lista del Psi e fu, per un breve periodo, anche vicepresidente dell’Usl 5. Tornò a Palazzo Mosti nel 1990, con la Dc. Due anni dopo, la decisione di accettare una poltrona che scottava. Lo fece con impegno e anche con quell’eleganza che da sempre lo contraddistingueva. Navigò fino a quando fu possibile, per poi uscire di scena, ben conscio che non fosse tempo di baionette e trincee".
Le redazioni di Ottopagine.it e Ottochannel.tv e la società Ottomedia si stringono al dolore dell'amico e collaboratore Stefano per la perdita dell'amato papà.
