"Riaprire le scuole", la protesta di genitori e bimbi

Questa mattina davanti alla Prefettura

riaprire le scuole la protesta di genitori e bimbi
Benevento.  

“E' una manifestazione che nasce dall'esigenza di chiarire che in Campania, unica regione in Italia, le scuole sono state chiuse senza chiarezza”.
Maddalena Curatoli, tra le mamme in protesta questa mattina davanti alla Prefettura di Benevento, spiega il senso del sit in che le famiglie hanno messo in atto per richiedere la ripresa delle lezioni in presenza.
“Finché c'è stata emergenza, a fine febbraio e marzo scorsi, abbiamo accettato tutto, ora vogliamo il diritto alla scuola come tutti i bambini d'Italia. Non siamo mamme contro la dad che possiamo comprendere come integrazione alla didattica in presenza in casi particolari (quarantena – problemi contingenti) – prosegue - ma l'emergenza è finita. L'Oms afferma che in caso di estrema emergenza l'istituzione scolastica è l'ultima a chiudere e la prima a riaprire e invece qui ancora non si sa quando si riprenderà perchè il Governatore della Camapnia va avanti emanando ordinanze di settimana in settimana, e dunque non si sa cosa ci aspetta. Così corriamo rischi molto grandi: siamo genitori lavoratori e i nostri figli non sono autonomi, non possono stare da soli a casa, dunque dobbiamo rivolgerci a baby sitter o coinvolgere i nonni esponendoli pericolosamente ad un grande rischio”.
Sotto il Palazzo del Governo si sono radunate le famiglie con i bimbi pronti a disegnare la loro voglia di tornare tra i banchi.

“Siamo - spiega - un gruppo che fa riferimento a Priorità alla scuola Campania e in questa occasione ci siamo riuniti sotto il nome di rifugiati didattici. Abbiamo bisogno di far luce su questa situazione. In tanti, anche in Campania non sanno che si tratta di una situazione che riguarda solo questa Regione. Una situazione che rappresenta quanto non è stato fatto quando si poteva: ci sono stati fondi e tempo e invece nulla. I nostri figli continuano a subire enormi conseguenze”.

Poi si concentra sulla didattica integrata che spiega: “è un valore aggiunto che segue il normale cambiamento della scuola per la quale, però, ci sono ancora tante cose da fare: penso alle classi pollaio, ad esempio”.
E infine “Parleremo con il prefetto perchè vogliamo la presenza delle istituzioni, non possiamo permettere che si decida con leggerezza su questo argomento”.