Nove anni e 4 mesi per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, due mesi in meno rispetto a quelli chiesti dal procuratore Gianfranco Scarfò. E' la condanna decisa dal giudice Gelsomina Palmieri, ritenuta la recidiva infraquinquennale, al termine del processo a carico di Daniele Pizzone, 30 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine.
Difeso dall'avvocato Gerardo Giorgione, che ha cercato di smontare l'impianto accusatorio, Pizzone era stato chiamato in causa da due indagini, poi accorpate, dirette dal pm Francesco Sansobrino e condotte dai carabinieri della Stazione di san Giorgio del Sannio e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia.
L'attività investigativa, avviata dopo la morte per overdose di una persona, era stata scandita, nel settembre 2019, dal primo arresto di Pizzone, al quale erano stati sequestrati 110 grammi di cocaina rinvenuti, al pari di un bilancino, nello scolo dell'acqua esterno ad un'abitazione in via Valfortore, e 20mila euro scovati in quell'appartamento.
A distanza di alcune settimane, ad ottobre, l'allora 25enne, che dopo a convalida aveva ottenuto l'obbligo di dimora, era nuovamente tornato in carcere. I militari lo avevano arrestato dopo aver trovato oltre 156 mila euro, in banconote di vario taglio, custoditi all’interno di una scatola per scarpe sportive, 25 grammi di cocaina e strumenti per il taglio ed il confezionamento delle dosi, e altri 110 grammi della stessa sostanza nella cassetta della posta del palazzo.
