Don Mimmo Battaglia tra i possibili successori di Sepe

Il Vescovo di Cerreto potrebbe essere il prossimo Arcivescovo di Napoli

don mimmo battaglia tra i possibili successori di sepe
Benevento.  

Il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti Don Mimmo Battaglia è tra i papabili a diventare nuovo arcivescovo di Napoli.
Si tratta ancora di ipotesi, in attesa dell’annuncio ufficiale che potrebbe giungere a breve, per individuare il successore del Cardinale Crescenzio Sepe. Ma il nome che insistentemente circola nei sacri palazzi è quello di don Mimmo Battaglia, attuale vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, diocesi che guida dal 2016.
La conferma dovrebbe arrivare sabato quando i vescovi italiani incontreranno il Papa, solo allora arriverà l’annuncio ufficiale del successore di Crescenzio Sepe all’Arcidiocesi di Napoli.
L'operato di Don Mimmo Battaglia si distingue per la vicinanza e l'impegno per gli ultimi. Le sue parole hanno sempre invitato all'attivismo nella solidarietà.
Nasce a Satriano, in provincia di Catanzaro ed arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, il 20 gennaio 1963. Svolge gli studi filosofico-teologici nel Pontificio seminario regionale San Pio X di Catanzaro. Il 6 febbraio 1988 è ordinato presbitero, nella chiesa di Santa Maria di Altavilla a Satriano, dall'arcivescovo Antonio Cantisani. È rettore del seminario liceale di Catanzaro e membro della Commissione diocesana "Giustizia e Pace", amministratore parrocchiale a Sant'Elia, parroco della Madonna del Carmine a Catanzaro, direttore dell'Ufficio diocesano per la "Cooperazione missionaria tra le Chiese", parroco a Satriano.
È stato successivamente collaboratore al santuario di Santa Maria delle Grazie in Torre di Ruggiero, collaboratore parrocchiale a Montepaone Lido e amministratore della parrocchia di Santa Maria di Altavilla a Satriano.

Durante la sua attività pastorale nell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace si interessa ai più deboli e agli emarginati tanto da essere chiamato "prete di strada": dal 1992 al 2016, infatti, guida il Centro calabrese di Solidarietà (comunità dedita al trattamento e al recupero delle persone affette da tossicodipendenze); dal 2000 al 2006 è vicepresidente della Fondazione Betania di Catanzaro (opera diocesana di assistenza-carità); è stato presidente nazionale della Federazione italiana delle comunità terapeutiche. Dal 2008 è canonico del capitolo della cattedrale di Catanzaro.

Il 24 giugno 2016 papa Francesco lo nomina vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti; succede a Michele De Rosa, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 3 settembre seguente riceve l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Catanzaro, dall'arcivescovo Vincenzo Bertolone, co-consacranti gli arcivescovi Antonio Cantisani e Giancarlo Maria Bregantini. Il 2 ottobre 2016 prende possesso della diocesi nella cattedrale di Cerreto Sannita, dopo aver visitato l'istituto penale per i minorenni di Airola.