Ecopunti rifiuti, continua la querelle tra Comitato e Asia

La risposta dei cittadini di Pantano e San Vitale di Benevento dopo la risposta dell'azienda

ecopunti rifiuti continua la querelle tra comitato e asia
Benevento.  

Continua il botta e risposta tra il Comitato Pantano – San Vitale e l'Asia di Benevento. Malumori, quelli del comitato, nati dopo la decisione irrevocabile da parte dell'Asia di spostare l'ecopunto per la raccolta dei rifiuti dal bivio di contrada Pantano – terreno di proprietà delle ferrovie e concesso al comune ad uso gratuito - ad uno slargo creato, dopo aver affittato un terreno, lungo la strada provinciale a contrada San Vitale. Ieri il Comitato ha risposto nuovamente alla municipalizzata che a Benevento si occupa della raccolta dei rifiuti. I residenti delle due zone alle porte di Benevento spiegano: “Erano anni che l’ecopunto di pantano si trovava in quello slargo, come mai solo adesso si è saputo che era delle Ferrovie?” e in merito alla recinzione montata nei giorni scorsi: “Le ferrovie hanno provveduto alla recinzione per cautelarsi da eventuali danni, però – precisano dal comitato - se i cassonetti non fossero stati spostati, l'area non sarebbe stata recintata, con soddisfazione di buona parte dei residenti della contrada che oggi si trovano a percorrere centinaia di metri in più per sversare”.

Dinanzi alla richiesta del comitato di aumentare il numero dei cassonetti “spesso pieni” e la risposta con la quale l'Asia spiegava come il numero dei contenitori fosse uguale a quello di Pantano, il comitato pubblica delle foto dalle quali si vedono cassonetti stracolmi. “A nostro parere l’Asia dovrebbe effettuare più passaggi per la raccolta dei rifiuti, la richiesta non è dubbia perché nell’ecopunto sversano non solo i cittadini di Pantano e San Vitale, ma anche quelli di altre zone limitrofe appartenenti anche ad altri comuni”. Sabato pomeriggio i cassonetti in foto sono stati comunque svuotati. Il comitato chiede infine all'Asia di “trovare un ecopunto anche per contrada Pantano come da accordi presi”. Le due zone in un primo momento avevano infatti punti di raccolta separati.