Lo standard di efficienza e la percezione della qualità dei servizi da parte degli utenti della Procura di Benevento. Ha provato a misurarli l'Università del Sannio in uno studio dal titolo “Efficienza e qualità della Procura di Benevento”, presentato questa mattina presso la sede del Rettorato.
Bene il funzionamento dei servizi (dall'organizzazione interna alla puntualità delle udienze) un po' meno, invece, secondo l'indagine di customer satisfaction: il sito internet, la modulistica e l'attenzione agli stakeholder.
Sono solo alcuni dei risultati del rapporto, un lavoro che rappresenta l'obiettivo comune per il miglioramento di una parte importante del lavoro della pubblica amministrazione.
“Ormai da tempo l'Università degli Studi del Sannio ha smesso di essere luogo della didattica e della ricerca per diventare luogo in cui le competenze vengono messe a disposizione del territorio per lo sviluppo complessivo”.
Così Gerardo Canfora, rettore dell’Università del Sannio che aggiunge: “Lavorando insieme si raggiungono ottimi risultati, al di là dello studio specifico che ci ha consentito di tracciare uno spaccato su quello che è il livello di performance di una istituzione del territorio, ma apre la strada anche a capire come il miglioramento delle istituzioni può migliorare la qualità della vita e contribuire allo sviluppo del territorio”.
L’indagine, condotta da un gruppo di docenti dell’Università del Sannio e un pool di magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, si compone di un’analisi quantitativa e una qualitativa.
“La Procura non ha avuto alcuna paura di aprirsi per migliorare il servizio per il territorio. Questo l'obiettivo fondamentale dell'indagine” secondo il procuratore della Repubblica di Benevento Aldo Policastro.
“Potevamo piangerci addosso accampando le colpe alla mancanza di personale ma abbiamo deciso invece di analizzare le problematiche - ha evidenziato il procuratore aggiunto Giovanni Conzo -. Ci saranno altri obiettivi da raggiungere insieme: dalla programmazione degli interventi alla verifica degli obiettivi”.
Un'operazione trasparenza che ha messo in evidenza numerosi aspetti.
L’analisi quantitativa ha misurato l’efficienza della Procura di Benevento e la sua evoluzione nel tempo, dal 2016 al 2019, confrontando indicatori sintetici costruiti sulla base di dati sulla dotazione di personale in servizio e sui flussi annuali dei procedimenti. Gli indici di performance sui quali si è ragionato sono il tempo di definizione dei procedimenti (disposition time), il numero dei casi risolti per magistrato in un dato periodo di tempo (efficiency rate), la capacità di smaltire arretrato (clearance rate).
E proprio su tempi più veloci ha puntato ancora il Procuratore Policastro: “Una risposta tempestiva è quanto ci indica la Costituzione, l'impegno della Procura è lavorare per questo. Tempestività significa qualità della giustizia stessa. Una decisione giunta dopo troppi anni porta in sé un'ingiustizia. Con questo lavoro guardiamo al segmento delle indagini preliminari, dunque al nostro lavoro e non al sistema giustizia. E' uno step e sui tempi della giustizia c'è ancora molto da lavorare. L'indagine dell'Università ci ha aiutato ad individuare le criticità per poi affrontarle. Una collaborazione che proseguirà ancora. E anche se in alcuni casi si basa sulla percezione del lavoro svolto e questa, chiaramente non corrisponde alla realtà, è comunque un indicatore importante da considerare. E' ovvio che è necessario tener conto del contesto. I risultati positivi emersi dallo studio sono il frutto della collaborazione con la polizia giudiziaria del territorio e del personale tecnico amministrativo”.
Per condurre l’analisi qualitativa è stato predisposto e somministrato un questionario a 5 categorie di utenti della Procura: oltre 400 i questionari raccolti per valutare la percezione della qualità dei servizi erogati da parte di magistrati, giornalisti, polizia giudiziaria, avvocati, cittadini utenti.
Incrociare i risultati delle due analisi ha fornito informazioni preziose sugli ulteriori approfondimenti necessari a mettere in luce i punti di forza e le criticità della gestione e dell’organizzazione della Procura di Benevento, anche al fine di proporre azioni migliorative mirate ed efficaci.
“La dotazione strutturale della Procura è sottodimensionata – spiega Annamaria Nifo, docente di Economia Applicata e presidente del Corso di laurea Magistrale in Giurisprudenza di UniSannio, elencando alcuni dei dati emersi dall'indagine – sia per il personale togato che per quello tecnico amministrativo, un dato non da poco. Ciò nonostante la Procura registra dal 2016 al 2019 performance sempre crescenti e dunque migliorative: diminuisce il tempo per gestire una causa di ben 100 giorni; ha una buona capacità di smaltimento dell'arretrato; ha una buona capacità di organizzazione interna dimostrata dalla produttività pro capite dei magistrati nel tempo”.
Va invece migliorata la percezione dei servizi sul territorio. “La Procura deve migliorare l'attenzione che ha verso i suoi interlocutori privilegiati lavorando al sito internet. Al momento per ben due terzi degli avvocati intervistati non lo conoscono o non lo usano, un vero e proprio paradosso”.
