A fine dicembre c'era stato il rinnovo del consiglio e delle cariche in seno all'Arac, l'associazione regionale degli allevatori campani. Oggi parte da Benevento la protesta per far annullare quell'assemblea perchè a circa duecento allevatori sanniti non è arrivata la lettera di convocazione e quindi non hanno potuto esprimere la loro preferenza.
Piazzale Gramazio a Benevento. Uffici della Regione blindati da un cordone di polizia e carabinieri. Nessun problema di ordine pubblico ma c'è tanta voglia di ricevere risposte ufficiali che possano giustificare un tale atteggiamento che non riguarda solo gli allevatori sanniti visto che la scorsa settimana un'analoga protesta era esplosa anche a Torino. “C'è qualcosa che non va”, spiega rammaricato il portavoce degli allevatori esclusi, Salvatore La Bella. Gli allevatori – ora assistiti dall'avvocato Giuseppe Fusco – rimarcano: “Abbiamo scritto e riscritto all’Assessore Regionale all’Agricoltura della Regione Campania e ad Enti ed Istituzioni per segnalare la grave violazione del diritto fondamentale di partecipare all'assemblea ed eleggere i nostri rappresentanti. Abbiamo notizie che quello che è successo a noi allevatori di Benevento si è consumato anche nelle altre province Campane”.
Al centro della manifestazione di oggi “l’assordante silenzio dalla Regione. La nostra protesta – annunciano – non si fermerà a Benevento. Devono avere rispetto e questa è la parola chiave di ciò che chiediamo in primis alle istituzioni, vogliamo una presa di posizione formale sulla vicenda; ed in assenza di una risposta esaustiva ci troveremo nella condizione di essere costretti a protestare portando gli animali sotto il palazzo regionale o sotto il Ministero delle Politiche Agricole".
Da soci avevano pieno diritto a partecipare alle elezioni dei rappresentanti: “invece abbiamo appreso del rinnovo dai giornali – spiega ancora amareggiato La Bella -. In ogni regione d'Italia esiste un'Ara degli allevatori che fanno capo all'Aia, l'associazione Italiana allevatori e la Regione vigila sulle associazioni territoriali anche per la distribuzione dei fondi per l'importante comparto”.
Cosa alquanto singolare è che lo stesso problema sembra essere stato sollevato anche a Torino e non solo: “Lo scorso 13 dicembre sono scesi in piazza anche i nostri colleghi di Torino. Questi problemi si sono registrati prima in seno alle associazioni nazionali, poi a cascata hanno interessato anche le associazioni regionali. Noi chiediamo che si faccia chiarezza su questa assemblea 'fantomatica'. Deve essere annullata e riconvocata come prevede la norma dello Statuto”.
