Il dubbio sorge quando il bollettino non arriva nei tempi canonici e sfora la consueta puntualità: ma non è una mancanza, è problema tecnico si scoprirà poi.
E di quel problema si scusa per poi rimediare subito Antonio Froncillo: addetto stampa del San Pio, cui non può non essere tributato un plauso a quasi un anno dall'inizio della pandemia.
E no, non è corporativismo tra colleghi, ma un meritato elogio: avrebbe dovuto svolgere un lavoro di quelli tranquilli, in fin dei conti, la comunicazione istituzionale di un nosocomio tra gli interventi ben riusciti, le innovazioni, le repliche istituzionali alle eventuali critiche...un ruolo importante, certamente, ma altrettanto certamente non infernale. E invece in un inferno si è ritrovato Antonio a dover comunicare ogni giorno morti, ricoveri, brutte storie e una pandemia che ha stravolto il mondo di tutti. Lo ha fatto, rispondendo ogni giorno, sabati e domeniche comprese, a ogni ora a tante chiamate di giornalisti in attesa di conoscere numeri, dettagli, condizioni e tutte le altre info del caso: ha risposto sempre, se non ha potuto farlo ha richiamato dopo, sempre, sabati e domeniche comprese, sempre con tono gentile, conciliante, mai fuori dalle righe. Esemplare.
E sempre pronto a dare informazioni precise: una comunicazione puntuale che ha contribuito a diminuire la confusione che pure c'è stata e a consegnare a giornalisti e lettori un quadro puntuale di ciò che è accaduto e di cosa accade. Non era scontato, non lo è stato in tutta la pandemia. E com'è giusto segnalare ciò che non funziona e che non ha funzionato è altrettanto doveroso dopo un anno in pandemia sottolineare le cose positive, come il lavoro fatto da Antonio. Fin qui le belle cose: ora via a rompergli le scatole quotidianamente di nuovo.
