Fondi stanziati dal Cipe. Progetti inesistenti, o meglio mai presentati agli utenti. Promesse di stanziamenti da parte dell'Europa. Tante promesse che, ad oggi, sono rimaste tali per la Statale Benevento – Telese - Caianello, meglio conosciuta con il nome di Telesina o con il numero 372.
Un'arteria che in alcuni tratti è diventata una mulattiera di proprietà dell'Anas definita ancora superstrada o strada a scorrimento veloce con il limite massimo consentito fissato a 60 chilometri orari e un progetto mai visto o realizzato che prevede da vent'anni il raddoppio. Una “piccola” strada che unisce grandi arterie: l'autostrada del Sole con la Napoli - Bari. Migliaia di camion, auto e motoveicoli che quotidianamente si avventurano sull'asfalto tappezzato e pieno di buche, crepe, dissesti vari e tanti, tanti pericoli che hanno spinto l'ente proprietario ad abbassare ancora di più il limite orario da 80 a 60 chilometri orari per l'intero tratto.
Con buona pace dello scorrimento veloce e per la gioia dei Comuni che fanno a gara per installare autovelox fissi o mobili visibili o nascosti grazie ai quali si sono garantiti una vera rendita mensile addirittura inserita dei bilanci di previsione. Soldi freschi che finiscono nelle casse dei comuni quasi per miracolo e in nome del codice della strada che lo consente. Poi, poco importa se quelle somme “guadagnate” con il sudore delle “macchinette” vengano o meno impiegati per migliorare la viabilità, come una vecchia e dimenticata legge imponeva.
I Comuni, non possono certo asfaltare o ripristinare un tratto di Telesina che non è di loro proprietà. Autovelox o non, la Telesina è ormai impercorribile. Certo attraversarla a 60 chilometri orari non si corre alcun pericolo. Ma non è più una superstrada a scorrimento veloce. Si trasforma in una strada rurale, comunale e impensabile che possa pretendere di collegare due autostrade. Certo, resta sempre l'autostrada Roma Napoli da percorrere fino a Castel del Lago per aggirare la Telesina. Chilometri in più e nemmeno tanto sicuri che, però, frenano gli autotrasportatori che devono fare i conti con il caro gasolio e anche con il costo elevato del pedaggio. Ed è per questo motivo che scelgono sempre e comunque la “mulattiera” che è gratis. 68 chilometri di inferno dove si rischiano multe, forature e guasti meccanici ai mezzi costretti a sollecitazioni provocati dall'asfalto dissestato. La situazione si aggrava ancora di più durante il periodo estivo quando l'arteria è interessata dai cosiddetti esodi estivi. Percorsa da milioni di turisti che da Nord scelgono di trascorrere le proprie vacanze nelle regioni del Sud. Una questione vecchia. Che, però, con cadenza costante viene riportata alla luce in nome di quella sicurezza che proprio non c'è.
Al.Fa
