L’acciaio per durare nel tempo. Il marmo per non offendere la Storia. L’Arco di Traiano ripartirà da un binomio che ci si augura più fortunato del precedente. La Soprintendenza archeologica ha assegnato i lavori per la realizzazione della nuova copertura del monumento. La procedura conclusa nei giorni scorsi ha visto prevalere la ditta «Iota restauro» con sede a Mirabella Eclano che si è aggiudicata il prestigioso appalto per 250.000 euro (oneri compresi), ovvero l’importo messo a disposizione sul finire di novembre dal Ministero Beni culturali con un finanziamento insperato dopo le reiterate bocciature. Somma che consentirà di avviare la terza ed ultima fase dell’intervento iniziato nell’aprile del 2013 con la collocazione del singolare tetto antipioggia in plexiglass e proseguito nei mesi scorsi con le attività di verifica della parte interna dell’attico. Attività condotte dalla Soprintendenza (in particolare dalla direttrice dei lavori Rosalba De Feo e dalla responsabile dell’ufficio beneventano Luigina Tomay) che hanno consentito di redigere il progetto preliminare per la nuova copertura, sulla scorta del quale è stato stilato il definitivo posto a base di gara. Sbrigati gli ultimi adempimenti procedurali, il cantiere più importante del Sannio sta per rimettersi in moto: «Il cronoprogramma che abbiamo stilato - anticipa l’architetto Rosalba De Feo - prevede l’avvio dei lavori il 15 gennaio. Nella prima fase verrà collocata all’interno dell’attico la nuova intelaiatura a capriate. Sarà in acciaio, materiale che garantirà alla struttura solidità e resistenza agli agenti atmosferici, a differenza di quanto è avvenuto con l’armatura in legno realizzata precedentemente. L’acciaio peraltro è particolarmente indicato ai fini della tenuta statica del manufatto, in un’area notoriamente soggetta a fenomeni sismici». Ma chiaramente non sarà l’argentea livrea del metallo a brillare sul bianco memoriale traianeo: «Al di sopra della copertura in acciaio verranno collocate lastre in marmo al fine di evitare qualsiasi contraccolpo estetico. Ma a differenza della precedente sistemazione, la pietra farà solo da rivestimento. L’isolamento dagli agenti atmosferici sarà garantito dal sistema in acciaio. Si tratterà peraltro di un sistema ventilato che permetterà al tetto di «respirare» e all’acqua depositata sulla vetta di defluire esternamente. Per la collocazione della parte marmorea provvederemo a partire dalla primavera per ragioni di compatibilità climatica». E la responsabile del restauro dell’Arco fornisce un ulteriore elemento di interesse, non propriamente tecnico: «Nel corso delle verifiche che abbiamo condotto per lo studio della copertura è emersa una conformazione interna all’attico di grandissima importanza storica e architettonica. Per questa ragione abbiamo predisposto un sistema che consentirà di raggiungere l’interno del tetto dell’Arco tramite una scala per renderlo ispezionabile a fini di studio o eventuali riparazioni, che ci auguriamo non occorreranno». E cosa sarà del discusso tetto in plexiglass? «Lo collocheremo laddove servirà - conclude De Feo - dal momento che l’abbiamo acquistato».
Anima d’acciaio in guanto di marmo Il nuovo tetto dell’Arco
Dal 15 gennaio sarà avviato il cantiere per l’installazione della armatura in acciaio
De Feo (Soprintendenza): «Il via ai lavori è in programma il 15 gennaio»
Benevento.
