In un'estate tragica per il lavoro il velo troppo spesso del caporalato è stato, forse per un periodo troppo breve alzato, squarciato in alcuni punti da morti, italiani o immigrati, squarciato dal sole. Si invocano controlli, si studia la rete dell'agricoltura di qualità, chez Ministero dell'Agricoltura . Misura che servirebbero a contrastare almeno in parte una piaga che riguarda tutti, dalla Puglia alla Campania al Sannio, identificato a vari livelli dalla Fondazione Placido Rizzotto come terra in cui le condizioni dello sfruttamento sono indecenti.
«Già sono iniziate le verifiche e i controlli nei vigneti», fa sapere Carlo Falato, ex consigliere provinciale, e soprattutto ex sindaco di Guardia Sanframondi, comunità nota nel mondo per i riti settennali che sopravvivono dal medioevo, e tra i paesi leader in produzione di vino in Campania, «circa un milione di ettolitri all’anno per ‘La Guardiense’. Una produzione che coinvolge anche i paesi di Castelvenere, Telese Terme, San Lorenzo Maggiore, mentre solo a Guardia si producono 200 mila ettolitri di vino all’anno».
Falato, dalla sua pagina Facebook ha esternato una preoccupazione, illustrata nel dettaglio poi ad Ottopagine: «Nel Sannio sono iniziati i controlli in agricoltura a seguito degli eventi luttuosi che si sono registrati in passato. Ora è tempo di vendemmia, si è partiti con quella del 2015 . Pian piano inizia la raccolta delle uve che sono pronte, fino ad arrivare nel pieno della raccolta tra qualche settimana. Da sempre, nel Sannio, durante la vendemmia, si raccolgono tutte le energie familiari per effettuare la raccolta....è così da sempre!
Ora per colpa degli sfruttatori di esseri umani e di gente senza scrupoli partono i controlli nelle vigne per verificare che non esistano situazioni di illegalità, mettendo in difficoltà un sistema di solidarietà familiare che ha consentito ai viticoltori sanniti di conservare una tradizione e anche un risparmio economico! Spero si possa trovare il giusto equilibrio!».
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Cristiano Vella e Michele Intorcia
