Non solo caporalato: in agricoltura anche tante truffe

Per ogni lavoratore assunto ce ne sono 6/7 fasulli. Imbrogli per ottenere l'indennità economica

Benevento.  

Non solo il caporalato. Quando si parla di agricoltura, infatti, bisogna prestare particolare attenzione anche ad altri aspetti. Sempre di sfruttamento si parla, ma non di manodopera straniera utilizzata a basso costo quanto piuttosto dei fondi messi a disposizione dallo Stato. Secondo uno studio dell'Associazione nazionale ispettori vigilanza, infatti, per ogni lavoratore regolare ce ne sono almeno 6 o 7 finti. Che percepiscono indebitamente le indennità di disoccupazione erogate dall'Inps. Il meccanismo, come da tradizione, è abbastanza consolidato: per ogni assunzione di almeno 51 giorni all'anno, dopo due anni scatta una cassa integrazione per 6 mesi. E qui si torna alla casella di partenza: secondo l'Aniv, molti accettano di essere sottopagati e sfruttati pur di ottenere l'indennizzo.

Solo l'anno scorso sono stati scoperti 65mila dipendenti “finti” nel comparto agricoltura. Per la stragrande maggioranza concentrati al Sud, manco a dirlo: Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia concentrano il 95% delle irregolarità. In pratica, le truffe sono tutte a sud di Roma. Non c'è da meravigliarsi, del resto, se si considera che i voucher (buoni orari emessi dall'Inps per prestazioni ad ore) sono stati erogati quasi del tutto al Nord: su 80 milioni di ticket, infatti, 63 milioni sono concentrati fra Veneto, Piemontese ed Emilia Romagna...

Giovanbattista Lanzilli