Quando Pompei prima che dell'Urbe era un avamposto dei Sanniti

Le straordinarie scoperte nel sito archeologico: emergono oltre dieci vasi e i resti di una donna

Benevento.  

“Pompei continua ad essere una fonte inesauribile di scoperte scientifiche e la stretta cooperazione internazionale della Soprintendenza con le missioni straniere di scavo ci inorgoglisce particolarmente. Questo testimonia che Pompei è una città tuttora viva, non solo da salvaguardare, ma che continua a produrre elementi di studio e a perpetrate in qualche modo la sua anima”. Con queste parole il Soprintendente Massimo Osanna ha voluto parlare dell'eccezionale ritrovamento della necropoli sannitica nei pressi di Porta Ercolano.

Un corredo funerario completo, con più di dieci vasi decorati e databili intorno al IV secolo avanti Cristo. Dalla polvere è emersa una donna di circa 35-40 anni, i cui resti si sono salvati anche dai bombardamenti alleati del 1943. L'importanza del ritrovamento sta anche nel fatto che del periodo pre-romano di Pompei si parlava solo in alcune testimonianze del XIX secolo e in pochissimi altri ritrovamenti. Ora, si potrà conoscere di più sulla cultura sannitica che ha preceduto i romani. E le sorprese potrebbero essere solo all'inizio. Prima ancora dell'Urbe, dunque, le tribù sannite avevano allargato la propria presenza non solo nelle aree interne della penisola, ma fino alle sponde del Sarno a Pompei, fulcro commerciale di una potenza italica che a distanza di secoli continua ancora a stupire e a far parlare di sé. 

Giovanbattista Lanzilli