Ben 84 collegamenti intercity a rischio taglio e 60mila viaggiatori che potrebbero restare a piedi. I pendolari potrebbero ben presto fare i conti con altre problematiche gestioni nel trasporto pubblico su rotaia. L'allarme lo ha lanciato Assoutenti, dal momento il contratto di servizio per il trasporto universale è scaduto nel 2014 e già quest'anno si è viaggiato in proroga. Al momento, dal Governo non è arrivata nessuna risposta a Trenitalia nel garantire questi servizi, che costano almeno 200 milioni di euro. E che garantiscono il mantenimento del collegamento anche laddove le tratte risultano in perdita e dunque poco convenienti per il gestore. Ora che un anno di proroga si sta chiudendo, e non ci sono risposte concrete, il rischio è che vengano meno ben 84 collegamenti da Nord a Sud. Da Torino a Reggio Calabria passando, manco a dirlo, per Napoli Benevento e Salerno.
Fra le tratte considerate "a rischio", infatti, figura anche la Napoli-Bari via Foggia, con cambio alla stazione di Caserta e destinazione finale Bari. Ma anche la linea che collega la Campania a Taranto (via Salerno) e quella che conduce fino a Reggio Calabria e poi a Palermo. Per non parlare delle innumerevoli corse che salterebbero anche al Centro e al Nord della Penisola. Insomma, una vera e propria ecatombe. La richiesta dell'associazione è la firma di un contratto-ponte per continuare a garantire un servizio indispensabile per molti che si spostano su ferro. E di non dimenticare, dunque, tutta quella vastissima pletora di viaggiatori che non utilizzano l'Alta Velocità: dietro i Frecciarossa o le carrozze di Italo, c'è un esercito di persone che vorrebbe solo poter continuare ad usufruire di treni magari meno lussuosi ma nonostante tutto indispensabili.
Giovanbattista Lanzilli
