Il tabacco, l’oro nero del Sannio, una nuova frontiera di investimento e di lavoro, trova ampio spazio nel progetto Fi.Ta. S. Be. concretizzandosi nell’area socio-economica e valorizzando il prodotto stesso ed il territorio.
Si punta, così, alla qualità dei tabacchi dell’area beneventana e chiaramente anche a quelli della Campania, offrendo nuove e necessarie prospettive ai coltivatori di tabacco e proponendo opportunità, nonché condizioni, per una nuova occupazione rivolta soprattutto al settore femminile.
Sperimentare un prodotto per il mercato unitamente all’innovazione di un modello organizzativo, individuato all’interno della filiera dei soggetti coinvolti nel progetto. Questi ultimi hanno sposato appieno la proposta, in quanto convinti del fattore innovazione e comprendendo le richieste del mercato in merito ai prodotti individuati.
Si è puntato ad un recupero della produzione storica legata al nostro territorio, attivando un processo produttivo che ha coinvolto chi gestiva la filiera in maniera indipendente e non integrata. Dunque tra le principali risposte positive, compare in cima la fattibilità di prodotti da fumo, quali sigari e trinciati, come prodotti di nicchia, appartenenti ora a segmenti di mercato alti.
Le aree geografiche più significative sono Caserta e la sua provincia, Benevento e Avellino. Stando alle analisi dei prototipi, la risposta è risultata più che positiva, offrendo un prodotto come il sigaro, elegante ed il fumo di tutti prodotti che ne esalta la morbidezza e l’aroma.
“Gli obiettivi rappresentano un sogno per la tabacchicoltura sannita, quella di chiudere il cerchio, fare il sigaro con il tabacco nostrano. E’ quello che è mancato negli anni scorsi”, ha detto ai nostri microfoni il presidente Cecas, Nicola Mastrocinque. Dunque la convinzione da parte di tutti che oggi conviene ancora coltivare il tabacco e l’Amministratore Delegato di O.N.T. , Luigi Auriemma, Afferma: “Abbiamo avuto la possibilità di illustare un progetto che è durato tre anni e che sostanzialmente ha dimostrato che è possibile creare un’innovazione di prodotto” ed aggiunge “L’occupazione sarà prevalentemente femminile che ricordiamo che nella manifattura dei sigari è utilizzata in gran parte manodopera femminile”.
Annalisa Ucci
