Costa Rica, Panama, Ecuador, Malesia. Dovunque su internet spuntano offerte e pubblicità con scenari da sogno per raggiungere queste mete esotiche. Il dettaglio? Sono riservate ai pensionati. Già: non si tratta di offerte di vacanze o pacchetti turistici, ma vere e proprie offerte di fare un cambio radicale, di trasferirsi lì in pianta stabile per vivere una vecchiaia comoda, calda e senza patemi d'animo visto il basso o bassissimo costo della vita. Tant'è che in molti di questi paesi il requisito fondamentale per avere la cittadinanza è proprio quello: avere un trattamento pensionistico. Spam, pubblicità? Macchè! Un successone! Aumenta vertiginosamente il numero di pensionati italiani che dopo aver raggiunto il diritto a conseguire un assegno decidono di passare il resto della loro vita all'ombra di una palma, col mare davanti, potendosi permettere un tenore di vita che in Italia di sicuro non potrebbero sostenere. Leggenda metropolitana? Proprio no, dato che a certificare l'esodo di pensionati è proprio chi le pensioni le paga: l'Inps. Secondo i dati Inps, i pensionati espatriati negli ultimi cinque anni sono 16.420, di cui 5.345 nel solo 2014. Il numero annuo di pensionati che lasciano l’talia è più che raddoppiato dal 2010 al 2014, con una brusca accelerazione nell’ultimo anno (+65%). In pratica l'Inps spedisce in vari paesi del mondo 400mila assegni pensionistici, per un importo di oltre un miliardo di euro. Quanto alle mete preferite, manco a dirlo, aumentano a dismisura i pensionati che scelgono mete in America Centrale (più 114 per cento rispetto all'anno scorso) e in Africa (+ 257 per cento rispetto al 2014). E in Campania? Un dato preciso è impossibile da fornire, ma è certo analizzando i dati che aumenta il numero di over 65 che si cancellano dall'anagrafe.
Per leggere l'articolo completo scarica l'app di Ottopagine.
Crisvel
