Sono 1.267 i dipendenti delle Prefetture interessate dai possibili tagli. Nella sede di Benevento, che dovrebbe confluire con quella di Avellino, ci sono 86 lavoratori, tra cui 6 dirigenti.
Per la prima volta sono stati resi noti i numeri sui lavoratori delle Prefetture interessati dai possibili tagli previsti dalla bozza di decreto che il Governo qualche settimana fa ha presentato ai sindacati che ieri pomeriggio al Viminale hanno consegnato un dossier nelle mani del sottosegretario Giampiero Bocci. "Non si sa che fine faranno, il governo non ha idea", spiegano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, all'agenzia Dire dopo al termine dell'incontro.
"Il sottosegretario non ha detto nulla ne' per garantire i servizi ai cittadini ne' per i posti di lavoro", ha spiegato all'agenzia Dire Fabrizio Spinetti, della Cgil funzione pubblica. "Non hanno idea. Veniamo dal caos delle province con 20 mila lavoratori in esubero e ora – ha sottolineato - ci troviamo con i lavoratori delle prefetture che non sappiamo che fine faranno, dove andranno, perchè non potranno essere tutti riallocati nelle sedi verso cui gli uffici saranno accorpati". Anche Paolo Bonomo, Cisl Fp, si aspettava dal governo qualche garanzia in più e invece: “Nessuna parola – ha dichiarato - stata detta sui 1.267 lavoratori che oggi prestano servizi nelle 23 prefetture, nel corso dell'incontro il sottosegretario ha detto che ci sarà l'impegno a trovare una soluzione. Quale non si sa, quindi non è automatico che vengano assorbiti dalle altre prefetture".
Enzo Candalino della Uilpa ha ricordato invece “questo provvedimento nasce dal governo Monti con il paese a rischio default, ma il ministero dell'Interno rispetto a 3 anni fa offre dei servizi che sono aumentati: l'immigrazione è un fenomeno biblico; la necessità di sicurezza è ancora maggiore, così come la necessità dei vigili del fuoco a causa del dissesto idrogeologico. Quindi chiediamo a Renzi di modificare una scelta di un altro governo e di legare una eventuale riorganizzazione alla riforma Madia”.
Al.Fa
