Ospedale San Pio. Nuovo pronto soccorso entro pochi mesi - VIDEO e FOTO

I medici: capaci di gestire emergenze. Paziente oncologica per 9 giorni in Ps: chiediamo scusa

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Conferenza stampa dei dirigenti medici dei reparti dell'ospedale San Pio che difendono anche l'operato della manager Morgante e accendono i riflettori sui tantissimi accessi al Ps e alla carenza cronica di personale.

Benevento.  

Hanno rivendicato il proprio operato, peraltro mai messo in discussione nelle tante proteste di cittadini e politica, ed hanno detto la loro sulle criticità registrate all'interno dell'azienda ospedaliera San Pio di Benevento, al centro di vibranti proteste per quel che riguarda il Pronto Soccorso, in particolare dopo il caso denunciato da cittadini, istituzioni e politica della paziente oncologica che per nove giorni è rimasta ricoverata all'interno del Pronto Soccorso “sempre assistita e sottoposta alle cure del caso. Ma ci scusiamo per questa vicenda” hanno affermato i primari che questa mattina hanno convocato una conferenza stampa per dire basta alle polemiche e snocciolare dati e numeri sul loro operato sanitario.

I direttori di reparto hanno respinto le accuse ed hanno fatto quadrato intorno alla direttrice generale Maria Morgante dopo la nota di ieri firmata da tutti i dirigenti sanitari dell'ospedale del Sannio.

Un confronto con la stampa che ha anche svelato una data: entro il 2026 il nuovo pronto soccorso del San Pio sarà pienamente operativo. La consegna delle attrezzature è prevista per il 30 marzo, con l’attivazione dei nuovi spazi tra fine aprile e maggio.

Nuova struttura che si aggiungerà a quella di emergenza sanitaria esistente e prevede aree a diversa intensità di cura, spazi dedicati a pazienti psichiatrici, detenuti, pediatrici e fine vita. Importante novità è data dall'installazione di una seconda TAC di ultima generazione e di una seconda diagnostica ecografica direttamente in pronto soccorso.

Tornando alla conferenza stampa, ad aprire gli interventi è stato il dottore Gennaro Maurizio Buonanno, direttore della Chirurgia d’urgenza e del Dipartimento dell’Emergenza. “Il Pronto Soccorso è costantemente sotto pressione ma ad oggi sempre capace di garantire risposte alle vere urgenze”.

Nel 2025 il pronto soccorso del San Pio ha registrato oltre 43mila accessi e più di 1.500 ricoveri ordinari.

Per quanto riguarda il boarding, ovvero la permanenza dei pazienti in pronto soccorso in attesa di ricovero “si attesta mediamente tra le 60 e le 70 unità, con punte eccezionali di 162 pazienti tra fine dicembre e inizio gennaio, complice il picco influenzale”.

Analisi dei numeri e delle cause del congestionamento è stata fatta da Maria Gabriella Coppola, direttrice della Medicina Interna e di emergenza che ha inquadrato il problema del sovraffollamento dei pronto soccorso come una criticità nazionale. “Non è un’anomalia del San Pio – ha spiegato – ma il risultato di fattori strutturali: invecchiamento della popolazione, aumento dei pazienti fragili e cronici, accessi impropri al pronto soccorso e riduzione dei posti letto decretati dalla Politica negli anni”.

Secondo la specialista sanitaria il il 53% degli accessi riguarda codici bianchi e verdi, pazienti che dovrebbero essere gestiti sul territorio e che invece ricorrono agli ospedali”.

Da evidenziare, secondo la responsabile anche dle Pronto soccorso sono i dati “bassissimi sui tassi di riospedalizzazione entro 30 giorni, indicatori buona sanità”.
Polemiche sul Pronto Soccorso che si sono ulteriormente accese qualche settimana fa dopo la denuncia di amministratori e politici sul caso di una paziente oncologica ricoverata nella struttura di emergenza per nove giorni prima di essere trasferita in reparto: “Certamente chiediamo scusa. È un nostro operato – ha rimarcato il dottore Buonanno – che è stato falloso e ci assumiamo le giuste responsabilità. Ma serve dare la giusta interpretazione alla fatto specifico”.

Direttori di reparto che hanno difeso la direttrice generale Maria Morgante e che hanno poi ancora una volta evidenziato le difficoltà in cui si trovano ad operare per via dell'alto numero di accessi e della cronica mancanza di personale come ha evidenziato il dottore Mario Annecchiarico, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale ed Oncologica, “tanti non considerano il problema del personale e trovare medici disposti a lavorare in pronto soccorso è sempre più complicato. Oggi se riusciamo a reggere le emergenze è grazie alla grande disponibilità dei medici di tutti gli altri reparti”. Annecchiarico ha poi chiarito il tema della possibile riapertura del Pronto Soccorso di Sant’Agata: “Sarebbe facile riaprirlo h24, ma prima è necessario trovare i medici. Senza personale non si possono fare annunci”.

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