Si sono concluse le Giornate FAI di Primavera 2026, uno dei grandi eventi organizzati dal Fondo per l’Ambiente Italiano e dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, e con grande soddisfazione è possibile tracciare un bilancio positivo. Quest’anno ricorre la 34? edizione di questa straordinaria iniziativa, e anche la Delegazione FAI di Benevento ha realizzato un programma variegato, con aperture davvero straordinarie e con il coinvolgimento e il prezioso supporto di tante istituzioni ed associazioni del territorio.
Di fondamentale importanza il contributo degli Apprendisti Ciceroni, quest’anno provenienti da due diversi indirizzi: il Liceo Scientifico “G. Rummo” e l’Istituto Turistico “G. Alberti”. Gli studenti hanno accompagnato i visitatori alla scoperta dei luoghi selezionati per queste Giornate FAI, mostrando grande entusiasmo e una seria preparazione.
La scelta per questa edizione è ricaduta su due aperture che negli scorsi anni sono state in grado di affascinare ed emozionare i visitatori, nonché su un’apertura di gran prestigio riservata agli iscritti FAI.
Quest’ultima apertura ha reso possibile scoprire la storia della Sede di Confindustria-Ance Benevento, in passato utilizzata come sede della Banca d’Italia. I visitatori hanno potuto scovare gli elementi di continuità con la precedente destinazione d’uso e al contempo osservare con meraviglia il rinnovamento moderno ed elegante che ha contraddistinto gli ambienti interni. Vera e propria peculiarità è stata la visita agli ex caveau della banca, per la prima volta accessibili al pubblico e ancora conservati in maniera pressoché intatta.
Ad arricchire ulteriormente il percorso è stata la stimolante mostra d’arte contemporanea sannita “Artindustria – Emozioni & Valori” curata dalla piattaforma Eccellenze Sannite, nella persona del curatore e giornalista Giuseppe Chiusolo.
L’apertura di questo luogo ricade in un anno speciale per la Confindustria Benevento, che difatti festeggia i 100 anni di attività, di sfide e di grandi sacrifici dell’imprenditoria sannita, che dinanzi alle avversità ha sempre bilanciato orgoglio e senso di abnegazione. Tutto ciò è stato esposto ai visitatori grazie a pannelli dimostrativi e un toccante contenuto video, che ha commosso i presenti.
Questa speciale opportunità si è concretizzata grazie alla preziosa collaborazione di Confindustria e Ance Benevento.
Il complesso di Sant’Agostino ha permesso di sviluppare, per i visitatori, un percorso in grado di coniugare passato e futuro con grande sapienza: in particolare nel nome della dea Iside, alla quale – secondo autorevoli opinioni – in età romana sarebbe stato dedicato un tempio proprio in situ. L’apertura ha permesso di scoprire l’area conventuale, oggi sede delle aule del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi del Sannio e l’ex chiesa adibita ad auditorium per convegni e concerti; ma anche il “Giardino dei Saperi”, splendida area verde adiacente al complesso con una speciale vista sull’Arco di Traiano, nonché dalla Confraternita di Sant’Antonio abate, sede del S’ADIM (Sant’Agostino Digital Museum), che con proiezioni immersive è sempre in grado di stupire tutti.
Il programma all’interno del complesso è stato, come sempre, ricco e variegato.
Gli studenti del Liceo Scientifico “G. Galilei” hanno permesso di scoprire le tracce dell’antico Tempio romano di Iside, attraverso il sapiente utilizzo di pannelli, visori 3D e ricostruzioni digitali.
Nella giornata di sabato 21 è stato possibile ascoltare due oratori d’eccezione, che hanno rinvigorito le nostre “visite con l’esperto”, format di successo che replichiamo in ogni nostro appuntamento, sempre con una diversa chiave di lettura: in questo caso, infatti, sono stati Marcellino Aversano – con la presentazione del suo libro “L’Iseo perduto di Benevento” (ed. Realtà Sannita) – e Tetyana Shyshnyak, con la sua lectio “Antiche antifone beneventane: il canto che trasformò la corte pagana dei longobardi” – a incuriosire i visitatori, tracciando un percorso storico che da Iside, passando per le janare e san Barbato, giunge fino al canto beneventano.
Nella giornata di domenica 22, il M° Valentino Santarcangelo ha sorpreso tutti, con un’installazione musicale e interattiva di bio-composizione generativa, “Il respiro sonoro di Iside”, in cui è stato in grado di elaborare una vera e propria melodia dalle vibrazioni delle piante, con un sapiente utilizzo di tecnologie avanzate.
In chiusura, domenica è stato possibile lasciarsi trascinare in un’atmosfera magica, grazie all’atmosfera creata dal concerto-meditazione di canto beneventano “Barbato e l’albero sacrilego. Il canto che spezzò il rito pagano”, a cura dell’associazione OrbiSophia e della sua direttrice Tetyana Shshnyak.
La visita globalmente intesa è stata possibile grazie all’indispensabile supporto dell’Università degli Studi del Sannio.
In provincia, precisamente a Solopaca, Palazzo Cusani ha incantato tutti i curiosi, con il fascino rurale dell’antico frantoio in pietra, la raffinatezza degli ambienti interni e una storia plurisecolare che con fierezza mostra il proprio legame con il territorio. Tra i portici e lo spazio aperto del cortile sono stati anche allestiti piccoli espositori in cui gli artigiani locali hanno esposto le proprie creazioni, arricchendo lo scenario storico con degli esempi di eccellenza artigianale. Per questa visita la delegazione ringrazia calorosamente la famiglia Paoluzi e l’associazione InArma A.P.I.
