“Con questo progetto riscopriamo come tra Settecento e Ottocento Benevento sia stata una tappa dei Grand Tour". Le parole del presidente della Provincia, Nino Lombardi, aprono idealmente il percorso della mostra “Benevento nel Grand Tour. Viaggiatori, rovine e meraviglia tra ‘700 e ‘800”, restituendo il senso più profondo dell’iniziativa: non solo una ricostruzione storica, ma un invito a guardare il presente attraverso il passato.
Allestita a Benevento e visitabile fino al 30 giugno in due sedi – la Biblioteca Provinciale “A. Mellusi” e il Museo del Sannio – Palazzo Casiello – l’esposizione è stata presentata questa mattina presos il Giardino del mago e si inserisce nel solco del Grand Tour, quel lungo viaggio formativo che, tra XVII e XIX secolo, portava giovani aristocratici europei alla scoperta dell’Italia.
Nel suo intervento, Lombardi sottolinea il valore strategico di questa rilettura storica: i Grand Tour erano «viaggi del tempo alla riscoperta di siti significativi come Ercolano e Pompei», ma anche percorsi che conducevano verso aree interne di grande fascino, come il Sannio e le Forche Caudine. Un patrimonio che oggi, secondo il presidente, deve emergere con maggiore forza, soprattutto nella sua componente archeologica, elemento distintivo della provincia.
Non manca uno sguardo al futuro: la rete museale beneventana, già ricca e articolata, si prepara ad accogliere nuove progettualità e a rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale: cominciando dal museo egizio. In questa prospettiva, il Grand Tour diventa una chiave di lettura per comprendere tanto il passato quanto le potenzialità attuali del territorio.
Sulla stessa linea, ma con un accento più operativo, si colloca l’intervento di Raffaele Del Vecchio, amministratore unico di Sannio Europa.
«Stiamo proseguendo in un lavoro iniziato un anno e mezzo fa con l’obiettivo di rendere accessibile un patrimonio spesso invisibile: non solo le collezioni museali tradizionali, ma anche archivi, pergamene e libri antichi, finora consultabili quasi esclusivamente da studiosi. La mostra nasce proprio da questa esigenza: aprire al pubblico un patrimonio nascosto e trasformarlo in un’opportunità di conoscenza e attrazione. Benevento, del resto, faceva parte del Grand Tour, e oggi può tornare a esserlo simbolicamente, offrendo nuove motivazioni di visita”.
Una strategia condivisa
Del Vecchio insiste anche su un altro aspetto cruciale: la costruzione di una rete. La mostra è infatti il risultato di una collaborazione tra istituzioni locali, università e realtà associative, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta culturale del territorio senza entrare in competizione con le mete più consolidate della Campania. In una regione in forte crescita dal punto di vista turistico, dominata da poli attrattivi come Pompei e Ercolano o dalla centralità di Napoli, il Sannio punta a ritagliarsi uno spazio valorizzando la propria identità e il proprio patrimonio.
Il percorso espositivo
La mostra si sviluppa in due sezioni complementari. La Biblioteca Provinciale ospita “La Campania nel Grand Tour”, con un focus sui grandi siti archeologici e sui paesaggi che affascinarono i viaggiatori europei. Il Museo del Sannio approfondisce invece il ruolo di Benevento e del territorio circostante, crocevia lungo la Via Appia.
Attraverso libri, incisioni, mappe e guide d’epoca, il visitatore può immergersi nello sguardo dei viaggiatori tra meraviglia archeologica, curiosità scientifica e sensibilità romantica.
Un invito a viaggiare, oggi
Più che una semplice esposizione, “Benevento nel Grand Tour” si configura come un’esperienza. Il “passaporto della mostra”, i timbri nelle diverse sedi, il photowall e le attività didattiche trasformano la visita in un percorso attivo, capace di coinvolgere pubblici diversi.
Ma soprattutto, come emerge dalle parole dei protagonisti istituzionali, la mostra è un invito a riscoprire Benevento come tappa di un viaggio più ampio: quello che, ieri come oggi, unisce cultura, identità e scoperta. Un Grand Tour contemporaneo, che parte dalla memoria per costruire nuove traiettorie di valorizzazione del territorio.
