Pietrelcina celebra il carciofo con la pizza Pucinara di Franco Pepe

La presentazione nell'ambito della 46esima edizione della Sagra dedicata al Presidio Slow Food

pietrelcina celebra il carciofo con la pizza pucinara di franco pepe
Pietrelcina.  

La valorizzazione delle eccellenze agroalimentari come leva strategica per lo sviluppo dei territori trova a Pietrelcina una concreta e riuscita applicazione. Il borgo sannita, noto in tutto il mondo per aver dato i natali a San Pio da Pietrelcina, celebra infatti uno dei suoi prodotti simbolo: il carciofo locale, riconosciuto Presidio Slow Food e protagonista della 46ª edizione di una sagra ormai storica e profondamente radicata nella comunità.

L’evento, promosso grazie all’impegno della Pro Loco presieduta da Vincenzo Mastronardi, si conferma non solo come appuntamento gastronomico, ma come momento di racconto identitario e di promozione territoriale. Un’edizione arricchita dalla presenza di un ospite d’eccezione: il maestro pizzaiolo Franco Pepe, tra i più autorevoli interpreti dell’arte bianca a livello internazionale.

Per l’occasione, Pepe ha ideato una pizza inedita, la “Pucinara” — nome che richiama gli abitanti di Pietrelcina — pensata per esaltare le qualità del carciofo locale e trasformarlo in esperienza sensoriale. «Il mio compito è esaltare le materie prime e dialogare con esse per raccontare i territori», ha spiegato il maestro, sottolineando come dietro ogni prodotto ci sia il lavoro quotidiano di agricoltori e aziende che custodiscono tradizioni e saperi.

La “Pucinara” è il risultato di una lavorazione attenta e stratificata: il carciofo viene marinato, mentre il gambo è saltato in padella per ottenere due profili di gusto distinti. La pizza, cotta con semplicità, viene poi completata con stracciata di bufala e un tocco aromatico finale, in un equilibrio che racconta non solo Pietrelcina ma l’intero patrimonio campano.

Il legame tra Pepe e il territorio va oltre la dimensione professionale: è anche personale e affettivo. Un rapporto che si traduce nella volontà di contribuire attivamente alla crescita locale, anche attraverso iniziative dedicate ai giovani e alla formazione.

Proprio sul tema della formazione il maestro ha posto l’attenzione su una criticità strutturale: la mancanza di un percorso istituzionale per la figura del pizzaiolo. «Oggi la pizza è un simbolo dell’Italia nel mondo, ma non esiste una formazione riconosciuta nelle scuole alberghiere», ha evidenziato, proponendo l’introduzione di percorsi dedicati per trasmettere competenze tecniche e culturali alle nuove generazioni.

A rafforzare il valore strategico dell’iniziativa è anche la visione dell’amministrazione locale. «Il carciofo di Pietrelcina- ha spiegato il sindaco Salvatore Mazzone-, introdotto nel XIX secolo e recuperato dopo un periodo di declino, è oggi al centro di un percorso condiviso che ha portato al riconoscimento Slow Food e alla nascita di una comunità di produttori. Le sue caratteristiche — tenerezza, carnosità e versatilità — lo rendono sempre più apprezzato e richiesto.

La sagra diventa così il punto d’incontro tra tradizione e innovazione, tra agricoltura e turismo, in una strategia più ampia di diversificazione dell’offerta culturale. Un modello virtuoso in cui le tipicità locali non sono solo memoria del passato, ma strumenti concreti per generare sviluppo, occupazione e nuove opportunità, soprattutto per i giovani».

Pietrelcina dimostra, ancora una volta, come un prodotto d’eccellenza possa diventare ambasciatore di un intero territorio, capace di raccontarne storia, identità e futuro.