La legge vieta di prelevare senza autorizzazioni inerti dai fiumi o tagliare gli alberi che crescono in maniera spontanea e incontrollata lungo gli argini. A questo punto, però sarebbe arrivato il momento di modificare questa legge, senza ovviamente autorizzare lo sfruttamento selvaggio dei corsi d'acqua, ma semplicemente snellire le procedure rivolte a privati (le imprese ndr) ed Enti (pProvincia e Autorità di bacino competenti) di intervenire lungo i corsi d'acqua per fare pulizia.
Per fare ciò, occorrerebbe innanzitutto effettuare delle perizie geologiche e di ingegneria idraulica per stabilire ad esempio, la profondità del letto del fiume che deve restare fissa negli anni e l'altezza degli argini. Ed ancora, stabilire, come ad esempio potrebbe essere progettato nella piana di contrada Pantano, di espropriare i terreni per allargare la curva che in quel tratto disegnano le acque del Calore prima dell'ingresso dell'altro fiume che attraversa la città: il Sabato. Insomma, è arrivato il momento di progettare in maniera definitiva interventi concreti per impedire al Colore di esondare.
Ad esempio, sono ormai decenni che i sedimenti e gli inerti fluviali trasportati dalle piene invernali si sovrappongono tra loro fino a provocare l'innalzamento del greto riducendo la profondità del corso d'acqua rispetto agli argini che appaiono in molti tratti del tutto insufficienti anche a contenere una normale piena invernale. Per fare questo bisogna quindi...
Alessandro Fallarino
