“Occorre un sistema penitenziario che metta al centro la persona, la dignità, il trattamento e il reinserimento sociale”. È questo l’appello lanciato dal Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello nel corso della presentazione della relazione annuale dedicata alla situazione carceraria regionale e provinciale, da Palazzo Mosti di Benevento.
L’iniziativa ha offerto un quadro dettagliato del sistema penitenziario sannita, analizzando il rapporto tra la realtà locale, quella campana e il contesto nazionale. Al centro della relazione i dati riguardanti la Casa Circondariale Michele Gaglione, l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, il lavoro svolto dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Benevento, la REMS di San Nicola Baronia e il ruolo degli SPDC, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura.
Nel suo intervento Ciambriello ha evidenziato come il problema principale resti il sovraffollamento carcerario. “In Italia ci sono circa 64mila detenuti a fronte di appena 45mila posti disponibili”, ha spiegato. Una situazione che si riflette pesantemente anche in Campania, dove i detenuti sono 7.807 a fronte di una capienza reale di circa 5.500 posti. “Il sovraffollamento significa meno dignità, meno diritti e meno possibilità di trattamento”, ha sottolineato il Garante, ricordando come anche negli istituti di Benevento vi siano celle sovraffollate.
Tra le criticità più gravi emergono anche le problematiche legate alla salute mentale, alle dipendenze patologiche e alla presenza di detenuti stranieri. Secondo i dati illustrati nella relazione, in Campania i detenuti tossicodipendenti conclamati sono oltre 2.100, mentre nella sola provincia di Benevento se ne contano almeno 57. Numeri che, secondo Ciambriello, sarebbero persino sottostimati a causa della diffusione di dipendenze da crack e cocaina.
Particolarmente duro il passaggio dedicato alla gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici. Il Garante ha denunciato la chiusura dell’articolazione psichiatrica presente nel carcere di Benevento, che disponeva di otto posti letto. “La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari non ha cancellato la malattia mentale” ha affermato, criticando l’assenza di risposte concrete da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e delle strutture sanitarie territoriali.
Preoccupanti anche i dati sugli “eventi critici” registrati negli istituti penitenziari campani nel corso dell’ultimo anno: sette suicidi, 152 tentativi di suicidio e oltre mille episodi di autolesionismo. A Benevento, nella casa circondariale per adulti, si sono registrati 34 casi di autolesionismo, 13 tentativi di suicidio e un suicidio consumato. A questi si aggiungono 249 infrazioni disciplinari, 36 aggressioni ai danni di detenuti o personale penitenziario, 29 scioperi della fame o della terapia, 18 provvedimenti di isolamento e 14 tentativi di evasione sventati. Nell’istituto minorile di Airola, invece, si sono verificati episodi di autolesionismo e aggressioni al personale.
Il Garante ha inoltre segnalato il fenomeno del traffico di droga e dei tentativi di introduzione di telefoni cellulari negli istituti di Benevento e Airola. Tuttavia, accanto alle criticità, Ciambriello ha voluto evidenziare anche alcuni aspetti positivi, come la realizzazione della cosiddetta “casa dell’affettività” nel carcere di Benevento, struttura prevista dalla sentenza della Corte Costituzionale che consente ai detenuti di trascorrere momenti di intimità con i propri familiari. Benevento, insieme a Secondigliano, è tra i primi istituti in Campania ad aver attivato questo servizio.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche il ruolo fondamentale della formazione professionale e del lavoro nel percorso di reinserimento sociale. “Ci sono esperienze positive, cooperative attive e detenuti che oggi lavorano anche nei cantieri dell’alta velocità”, ha ricordato Ciambriello, sottolineando però come il mondo politico e istituzionale resti spesso distante dalla realtà carceraria.
Tra le richieste avanzate al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria vi sono maggiori investimenti nel personale educativo, sanitario e psicologico, oltre all’incremento delle misure alternative alla detenzione per chi deve scontare pene brevi e non è autore di reati violenti.
Duro anche l’affondo sulla sanità penitenziaria sannita. “Benevento è l’unica provincia a non avere un reparto detentivo ospedaliero”, ha denunciato il Garante, evidenziando le difficoltà operative e i costi umani per il trasferimento dei detenuti che necessitano di ricovero.
“In carcere – ha concluso Ciambriello – l’indifferenza è un proiettile silenzioso che uccide lentamente”. Un richiamo forte alla politica, alle istituzioni e alla società civile affinché il tema dell’esecuzione penale torni al centro del dibattito pubblico, non solo come questione di sicurezza, ma soprattutto di diritti, dignità e reinserimento sociale.
