Una didattica innovativa quella sperimentata degli studenti della IV e V B Sala e vendita dell’Ipsar Le Streghe di Benevento stamattina presso la sala polivalente della sezione femminile della Casa circondariale di Benevento. In un percorso sulla legalità avviato da Daniela Collarile, referente di Educazione civica delle classi coinvolte e referente per l’Ipsar Le Streghe della sede carceraria in cui si è inserito trasversalmente il libro “Parlami dentro”, generosamente donato dalla Fondazione Casillo.
Così, riprendendo la geniale intuizione della Ardillo, curatrice del testo edito da “La meridiana”, è nata l’idea ancor più accattivante di uno scambio epistolare tra studenti e detenute del corso serale dell’Ipsar Le Streghe, scambio che si è concretizzato stamani attraverso la lettura di quanto si sono vicendevolmente confidati i protagonisti, alla presenza della DS dell’Ipsar Le Streghe Paola Guarino, della Direttrice del Casa Circondariale di Benevento, Marianna Adanti, della Comandante della polizia penitenziaria Aureliana Calandro, della Referente dell’area educativa Gabriella Polcino, dell’educatrice Cristina Ruccia e delle docenti Daniela Collarile, Annamaria Esposito
e Antonella Riola.
Ne è emerso un incontro dal profondo coinvolgimento, un’esperienza di grande empatia emotiva e relazionale ma, soprattutto, un invito a riflettere sulla realtà dei “colpevoli” che , in fondo, sono le prime vittime di un sistema malfunzionante; diversamente le carceri non avrebbero ragion d’esistere perché la prevenzione distoglierebbe, con tutti i mezzi, dal delinquere. Un momento dal grande valore educativo; un modo trasversale e inconsueto di fare didattica, nello specifico educazione civica, consentendo di far vivere agli studenti un’esperienza forte, un invito alla riflessione su quanto sia necessario orientare la vita a scelte che mettano sempre al primo posto la persona - in particolare la dimensione relazionale - il rispetto delle regole e il bene comune, che si nutre di gratuità e di reciprocità.
L’arduo compito demandato ai docenti è quello di formare cittadini consapevoli e responsabili, educarli alla cittadinanza ma una che sia ampia e articolata, fatta di senso della legalità, di etica delle responsabilità, di pensiero critico, di capacità di argomentare, di capacità di confrontarsi e di condividere con gli altri delle esperienze indipendentemente da un’affinità culturale, sociale, linguistica, religiosa e razziale. Educare alla cittadinanza, dunque, non può limitarsi alla mera conoscenza di norme e principi giuridici, non può investire solo la sfera cognitiva, i saperi, le conoscenze ma, soprattutto, deve coinvolgere la dimensione etica, relazionale ed affettiva, fornire agli studenti strumenti per interpretare le informazioni, stimolarli a una visione critica, indurli a porsi domande piuttosto che accontentarsi di risposte precostituite, fornire una cassetta degli attrezzi da poter utilizzare in qualsiasi contesto. E l’incontro di oggi sicuramente ha raggiunto
questi obiettivi.
Un forte ringraziamento va da parte di tutta la comunità scolastica dell’Ipsar le Streghe a quanti a vario titolo hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento…e poi, un particolare e sentito grazie va alle studentesse della sede carceraria dell’Ipsar Le Streghe per aver voluto generosamente e coraggiosamente condividere con gli studenti la propria esperienza di vita.
