Confagricoltura Benevento, Casazza: "Serve politica specifica per aree interne"

La nota del presidente della confederazione

confagricoltura benevento casazza serve politica specifica per aree interne
Benevento.  

"Benevento è una provincia che racconta bene il ruolo dell'agricoltura nelle aree interne. Nei nostri territori l'agricoltura non è soltanto un settore produttivo. È spesso l'ultima economia organizzata rimasta. Dove c'è un'azienda agricola che lavora, c'è presidio del territorio, c'è manutenzione del paesaggio, c'è lavoro, c'è comunità". Lo ha sottolineato Antonio Casazza, presidente di Confragricoltura Benevento che ha proseguito: "Per questo le zone interne non devono essere raccontate solo come territori fragili. Sono territori produttivi, con grandi potenzialità, ma hanno bisogno di essere messi nelle condizioni di competere. Il Sannio ha una forte identità agricola. La viticoltura rappresenta certamente una delle vocazioni più riconoscibili, ma non è l'unica. Ci sono produzioni cerealicole, olivicole, zootecniche, orticole, esperienze multifunzionali, agriturismi, imprese che lavorano sulla qualità e sulla valorizzazione del territorio. Il problema è che troppo spesso queste potenzialità restano isolate. Le imprese agricole delle aree interne affrontano costi più alti e condizioni più difficili: strade non sempre adeguate, collegamenti logistici deboli, servizi essenziali in arretramento, connessioni digitali insufficienti, difficoltà nel reperire manodopera, distanza dai mercati e incertezza sul ricambio generazionale. Il punto centrale è trasformare le aree interne da luoghi della fragilità a luoghi della strategia. Per farlo servono filiere più organizzate. Anche nel Sannio non basta produrre qualità. Serve trasformare, aggregare, comunicare, vendere e accedere ai mercati. La filiera vitivinicola può essere un esempio importante, ma lo stesso ragionamento vale per tutte le produzioni territoriali. Serve innovazione. Qui le imprese devono poter utilizzare tecnologie, dati, strumenti digitali, sistemi di irrigazione efficienti, energia rinnovabile, meccanizzazione e servizi condivisi. Serve multifunzionalità. Agriturismo, enoturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, servizi ambientali, educazione alimentare e accoglienza possono integrare il reddito agricolo e rafforzare il legame tra impresa e territorio".

"Serve una politica specifica per le aree interne"

"Serve una politica specifica per le aree interne. Le imprese agricole del Sannio hanno esigenze diverse rispetto alle aree ad agricoltura intensiva. Hanno bisogno di misure calibrate sulla dimensione aziendale, sulla morfologia dei territori, sui costi logistici e sulla funzione di presidio che svolgono. Il nostro orizzonte è una provincia in cui l'agricoltura sia ancora capace di generare futuro. Non un'agricoltura della nostalgia, ma un'agricoltura moderna, connessa, organizzata e capace di trattenere giovani e valore. Benevento porta oggi un messaggio chiaro: senza agricoltura non c'è futuro per le aree interne. Ma senza aree interne non c'è una vera strategia agricola per la Campania. Nel Sannio, il vino rappresenta certamente una filiera centrale. Ma accanto al vino dobbiamo mettere con forza anche l'olio. L'olivicoltura sannita è parte integrante del nostro paesaggio agricolo e della nostra economia rurale. È una produzione che tiene vivi i territori, custodisce colline e terreni difficili, mantiene il rapporto tra agricoltura, ambiente e comunità. L'olio non deve essere considerato un prodotto minore o accessorio. È un prodotto strategico, perché unisce produzione agricola, identità territoriale, paesaggio, turismo rurale, alimentazione di qualità e presidio del suolo. Il problema, però, è che anche l'olio rischia spesso di restare una grande potenzialità non pienamente organizzata. Abbiamo qualità, abbiamo territorio, abbiamo tradizione, ma dobbiamo rafforzare la filiera. Una politica di prodotto per l'olio deve partire da esigenze concrete: assistenza tecnica agli olivicoltori, contrasto all'abbandono degli oliveti, innovazione nei processi di raccolta e trasformazione, ammodernamento dei frantoi, qualità certificata, promozione coordinata, aggregazione dell'offerta e collegamento con turismo rurale e oleoturismo. Il prodotto non può essere lasciato solo. Un olio di qualità deve poter arrivare al mercato con identità, continuità, tracciabilità e capacità commerciale. Per farlo servono imprese più organizzate e strumenti regionali più mirati. Non basta produrre. Serve trasformare, comunicare, vendere e costruire valore".

"Chiediamo una politica regionale che riconosca il valore delle aree interne"

"Per questo chiediamo una politica regionale che riconosca il valore strategico dei prodotti delle aree interne, a partire da vino e olio. Servono misure mirate per promozione, logistica, trasformazione, aggregazione, digitalizzazione, turismo rurale, oleoturismo, enoturismo e innovazione. Non possiamo pensare che un'azienda di un'area interna affronti il mercato con gli stessi strumenti di un'impresa collocata in una zona infrastrutturata e ad alta densità produttiva. Il prodotto sannita deve essere sostenuto dentro una strategia di territorio. Questo non significa chiudersi nel localismo. Significa partire dal territorio per arrivare ai mercati. Significa usare l'identità come base, ma costruire intorno organizzazione economica. L'orizzonte di Benevento è trasformare olio, vino e prodotti delle aree interne in filiere vive, capaci di generare reddito, accoglienza, occupazione e futuro. Senza prodotti organizzati le aree interne si svuotano. Con prodotti forti, filiere strutturate e imprese accompagnate, le aree interne possono diventare una parte strategica della Campania agricola".