Tra le novità introdotte dalla "Buona scuola" c'è l'alternanza scuola lavoro, ossia gli studenti dovranno svolgere ore di lavoro, meglio inteso come tirocinio, 400 per coloro che frequentano gli istituti tecnico-professionali e 200 per coloro che frequentano i licei. Ma a quanto pare questa introduzione che dovrebbe risultare formativa, propio per gli studenti dei licei rischia di essere un vero e proprio prolema. Vincenzo Delli Veneri (Cgil) ha spiegato in merito alla riforma 107: "L'alternanza scuola lavoro è uno dei pezzi della riforma della così detta "Buona scuola" che più ci crea preoccupazione. Le diversità tra Nord e Sud sono quelle che ci preoccupano maggiormente" e aggiunge "La preoccupazione ulteriore è anche per i licei. L'alternanza scuola lavoro non so quale possa essere dal punto di vista dell'arricchimento". Un gap innovativo, pare proprio si tratti di questo. Delli Veneri, successivamente, pone una domanda: " Si può sostituire la scuola con un'idea privata di una qualucnque impresa che chiede di fruire del servizio di questi giovani che a costo zero faranno da tappa buchi, da manodopera gratuita per queste imprese?".
Annalisa Ucci
