Zuppi (Cei): "Aree interne risorsa straordinaria, possono dare nuovi frutti"

A Benevento la due giorni di confronto dei Vescovi al centro La Pace

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Benevento.  

 «Le Aree interne sono una risorsa straordinaria, sono le radici più profonde del nostro Paese e possono dare nuovi frutti». È da questa convinzione, accompagnata da «un grande senso di fiducia e di speranza», che il cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, guarda alla sfida dello spopolamento dei piccoli centri. Un messaggio che chiude a Benevento l’incontro dei Vescovi delle Aree interne, appuntamento che dal 2021 riunisce ogni anno i Pastori delle diocesi interessate per mettere a fuoco le trasformazioni sociali, demografiche e pastorali dei territori più fragili d’Italia.

Al Centro “La Pace”, ieri e oggi, una trentina di Vescovi provenienti da diverse regioni italiane si sono confrontati su un fenomeno che riguarda un numero crescente di Comuni, dal Nord al Sud: la perdita di popolazione, l’invecchiamento, la riduzione dei servizi e la partenza dei giovani. Ma l’obiettivo dell’incontro non è stato quello di prendere atto di un declino considerato inevitabile. Al contrario, la Chiesa italiana ha provato a interrogarsi su come trasformare le difficoltà in una nuova possibilità di sviluppo e di comunità.

 

Il primo problema, ha osservato Zuppi, nasce proprio quando i giovani lasciano i territori per studiare e lavorare altrove. «Poi quando vanno devono andare sempre altrove», ha sottolineato, con il rischio di alimentare quella che definisce la «desertificazione delle Aree interne». Da qui la necessità di cambiare prospettiva: «Pensiamo che le Aree interne possono rappresentare l’eccellenza e devono misurarsi su questo e dobbiamo aiutarle».

Per il presidente della CEI, infatti, questi territori conservano un patrimonio che altrove si è progressivamente indebolito: il senso di comunità. Piccoli paesi e realtà periferiche possono diventare «luoghi di comunità, di accoglienza, di attenzione ai più deboli». Una funzione particolarmente importante in una popolazione sempre più anziana. «Penso soprattutto agli anziani – ha detto Zuppi – che è una delle sfide più grandi perché già oggi la popolazione delle Aree interne è per lo più una popolazione di età, di vecchi e che dobbiamo aiutare a curare e a proteggere».

È anche qui che si colloca il ruolo della Chiesa. L'incontro di Benevento ha segnato infatti un ulteriore passaggio rispetto alle precedenti edizioni: dalla riflessione prevalentemente pastorale sulla presenza ecclesiale nei territori alla consapevolezza di una responsabilità anche sul piano sociale.

Lo ha spiegato monsignor Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, sottolineando come la Chiesa sia chiamata a contribuire alla trasformazione delle Aree interne non tanto come soggetto direttamente impegnato sul piano economico e sociale, quanto come «formatrice di coscienze». L'obiettivo è favorire la partecipazione di singoli, gruppi e comunità ai progetti di sviluppo dei territori, anche attraverso forme associative e secondo gli orientamenti della dottrina sociale della Chiesa.

Il percorso si inserisce in una riflessione più ampia avviata dalla CEI. Nel 2025 era stata sottoscritta da 141 Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati una «Lettera aperta al Governo e al Parlamento», nella quale si chiedeva di «invertire l’attuale narrazione delle Aree interne» e di sostenere le buone pratiche già presenti. Un appello che invitava a costruire partecipazione e confronto, fino a generare «un ripopolamento delle idee ancor prima di quello demografico».

A Benevento, dunque, il confronto è proseguito nel segno dell'ascolto dei territori e della condivisione delle esperienze come sottolineato da monsignor Michele Autuoro, Arcivescovo di Benevento.

Nel confronto con i giornalisti, Zuppi ha affrontato anche il tema dell'immigrazione, collegandolo alla necessità di una politica dell'accoglienza capace di coniugare sicurezza e futuro. «Il nostro Paese è sempre stato un Paese di accoglienza», ha ricordato, ma il fenomeno migratorio, per le sue dimensioni, «va affrontato con consapevolezza, soprattutto con chiarezza di regole, con un sistema e con l'Europa».

Proprio l'Europa, secondo il presidente della CEI, deve recuperare una nuova capacità di solidarietà. Non può essere lasciato all'Italia un problema che per dimensioni e caratteristiche supera i confini nazionali.

Infine, uno sguardo al rapporto con le istituzioni. Dopo la lettera dello scorso anno, il confronto proseguirà attraverso tavoli di lavoro già attivi sui diversi aspetti. Zuppi ha assicurato che la CEI continuerà a seguire il percorso, mantenendo insieme «quel senso di spontaneità che ha avuto questo incontro fin dall'inizio» e la necessaria «traduzione istituzionale».

Da Benevento arriva così un'indicazione precisa: le Aree interne non devono essere considerate territori destinati inevitabilmente a svuotarsi. La sfida è riconoscerne le risorse, sostenere chi già vi vive, creare opportunità per i giovani e rafforzare quelle comunità che, nonostante le difficoltà, continuano a rappresentare una delle radici più profonde del Paese.