Tragedia ad Apice: colpi di pistola, muoiono tre fratelli

E' accaduto poco fa. Ipotesi omicidio-suicidio

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Apice.  

Tre fratelli morti. E' accaduto ad Apice, teatro di una tragedia assurda. Tutto si è verificato pochi minuti fa: secondo una prima ricostruzione, i tre uomini - Giancarlo (detto Gianni), 65 anni, Franco, 61 anni,  e Donato Licciardi, 56 anni - sarebbero rimasti vittima di una sparatoria di cui si sta cercando di ricostruire i termini.

L'ipotesi più accreditata allo stato è che uno dei fratelli, tutti impegnati nella gestione di un'attività di ristorazione che sembra li avesse fatti litigare già da tempo, avrebbe fatto fuoco contro gli altri e poi contro se stesso. Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Benevento - presente il comandante provinciale dell'Arma, Marco Keten, in una foto in basso a colloquio con il capitano Giuseppe Friscuolo-  che hanno avviato le indagini, dirette dal sostituto procuratore Carmine Pignatiello, e le ambulanze del 118. 

I fatti si sarebbero verificati anche all'esterno del ristorante di famiglia, dove sono stati rinvenuti, a  distanza di due metri, in un giardino-parcheggio,i corpi di Donato e Francco. Quello di Gianni era invece all'interno, sotto un porticato pressi della piscina. Dopo I rilievi ed il sopralluogo del pm e del medico legale Francesco La Sala  le salme saranno trasferite all'obitorio del San Pio, dove saranno sottoposte ad autopsia.

Attenzione puntata sulle immagini delle telecamere,che potrebbero fornire elementi utili alla definizione della dinamica.  A sparare sarebbe stato Gianni, che lo avrebbe fatto con una calibro 9, prima indirizzando i colpi contro i due fratelli e,infine,  si sarebbe tolto la vita. I militari stanno ascoltando una persona che potrebbe aver dato l'allarme e, quindi, aver visto cosa è successo. Scene di strazio e dolore all'arrivo dei familiari, anche loro poi sentiti dai militari.

Un dramma che, appena la notizia si è diffusa, ha sconvolto la comunità apicese. I tre erano infatti molto noti per il loro impegno lavorativo, che includeva anche la gestione di una struttura di proprietà comunale dove venivano organizzati più eventi.