Impianto Biometano Benevento: dal Comune via libera al completamento

Revocate parte delle precedenti ordinanze ma estano però precise prescrizioni ambientali

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Benevento.  

Il Comune di Benevento fa un passo indietro sulle precedenti ordinanze che avevano imposto alla società Benevento Biometano srl di conformare l’impianto per la produzione di biometano, in località San Domenico, ai titoli autorizzativi e agli elaborati tecnici depositati. Con una nuova ordinanza dirigenziale emessa oggi, è stata disposta la revoca parziale del provvedimento del 16 giugno scorso e sono state dichiarate superate alcune delle successive ordinanze emesse tra giugno e agosto.
La decisione arriva dopo un’estate segnata da un lato dalle contestazioni dei cittadini per i miasi avvertiti, dall'altro dalle contestazioni sulla conformità dell’impianto e dalle criticità ambientali rilevate dall’Arpac. Nel rapporto ispettivo trasmesso al Comune il 15 giugno, l’Agenzia regionale aveva evidenziato «criticità strutturali e gestionali» potenzialmente in grado di provocare emissioni odorigene e di incidere sulle matrici ambientali. Tra gli interventi indicati figuravano lo svuotamento delle biomasse, l’impermeabilizzazione delle aree di movimentazione, la gestione delle acque di prima pioggia, sistemi per il lavaggio delle ruote, strutture adeguate per lo stoccaggio delle biomasse e impianti per il contenimento e l’abbattimento degli odori.

Il ricorso al Tar e il sequestro

La vicenda è approdata anche al Tar Campania. La società ha impugnato l’ordinanza del Comune e il presidente del Tribunale amministrativo, con un primo decreto del primo luglio, ha sospeso il provvedimento contestando, tra l’altro, la ristrettezza dei termini assegnati per gli adempimenti. Una successiva decisione del 17 luglio ha confermato la misura cautelare.

Un ulteriore elemento è arrivato dalla Procura della Repubblica di Benevento, che il 15 luglio ha disposto il sequestro dei capannoni e delle lagune, concedendo la facoltà d’uso finalizzata all’ottemperanza alle prescrizioni degli enti competenti. Il 10 agosto la Procura, sentita l’Arpac, ha inoltre consentito l’utilizzo del biodigestore per lo stoccaggio delle biomasse.
Nel frattempo, secondo quanto riferito dal Comune, la società avrebbe avviato una serie di interventi per superare le problematiche riscontrate. Nella comunicazione del primo settembre, Benevento Biometano ha indicato in circa dieci giorni il tempo necessario per completare la rimozione delle matrici organiche all’aperto, individuate come la principale causa del disagio odorigeno.

Via libera al completamento, ma restano le prescrizioni

Alla luce dell’evoluzione della situazione, il Comune ritiene non sussistano allo stato attuale rischi attuali e concreti per la salute pubblica o per l’ambiente naturale circostante. Anche sul fronte urbanistico-edilizio, il procedimento di vigilanza è stato archiviato, considerando che l’impianto è ancora un cantiere in corso di completamento e che non risultano, al momento, difformità definitive tali da richiedere ulteriori provvedimenti repressivi o sanzionatori.

L’ordinanza autorizza quindi la società a proseguire le operazioni tecniche, organizzative ed edilizie necessarie a completare l’impianto, procedendo successivamente al collaudo e alla chiusura dei lavori secondo quanto previsto dalla PAS. Restano però precise prescrizioni ambientali: dovranno essere realizzati il sistema di lavaggio ruote, adeguate strutture chiuse per le lagune, sistemi di contenimento e abbattimento delle emissioni nei depositi delle biomasse solide e una pavimentazione impermeabile con idonea gestione delle acque di prima pioggia.

Il provvedimento precisa infine che l’autorizzazione comunale non incide sui provvedimenti della magistratura penale. La società dovrà quindi operare nel rispetto del sequestro e delle eventuali autorizzazioni preventive degli organi competenti. Eventuali modifiche all’impianto rispetto a quanto già autorizzato dovranno essere sottoposte alle amministrazioni competenti.