Di fronte alla tragica notizia del recente suicidio di un uomo di 37 anni avvenuto in carcere, Civico22 esprime profondo cordoglio e denuncia quest'ennesima e drammatica sconfitta per la nostra collettività. È la conferma dello stato di degrado in cui versano gli istituti di pena italiani, tra sovraffollamento, carenze sanitarie, criticità igienico-strutturali e assenza di adeguato supporto psicologico. Una realtà che azzera la dignità umana e rende la pena detentiva invivibile sia per i reclusi che per chi vi lavora.
La tutela dei diritti fondamentali nelle carceri è da sempre un pilastro della nostra azione. Già lo scorso 22 giugno, nel corso di un incontro promosso presso la nostra sede con Rita Bernardini (Presidente di "Nessuno tocchi Caino") e con il Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, avevamo lanciato un accorato grido d'allarme sulle condizioni del panorama carcerario italiano.
Alla denuncia affianchiamo da sempre l'azione concreta: a seguito delle recenti criticità dell'istituto beneventano, abbiamo avviato una raccolta straordinaria di beni essenziali e prodotti per l'igiene personale destinati ai detenuti.
I fatti di questi giorni dimostrano che non c'è più tempo: servono interventi strutturali imminenti per restituire dignità e rispetto dei diritti costituzionali all'interno degli istituti di pena. Continueremo a mobilitarci affinché la vita e la dignità delle persone vengano sempre garantite.
Crediamo, infine, che il carcere “vive” davvero se le istituzioni e le forze migliori della città non gli chiudono le proprie porte, né lo nascondono come un quartiere degradato, ma piuttosto instaurano un colloquio costruttivo con esso, realizzando sinergie e percorsi di redenzione e reciproco arricchimento.
