Pietrelcina accoglie padre Ibrahim Faltas e gli conferisce la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento che assume un significato ancora più forte perché avviene nel giorno in cui la comunità celebra San Pio da Pietrelcina, legando idealmente la figura del francescano della Custodia di Terra Santa alla città natale del Santo, al suo messaggio di riconciliazione e alla storia del rapporto tra Pietrelcina e Betlemme.
La cerimonia si inserisce in tre giorni di iniziative dedicate a San Pio e diventa anche un momento per riportare al centro il dramma della Terra Santa e l'appello alla pace.
«È veramente un grande riconoscimento, un grande onore per me», racconta padre Faltas, spiegando di essere arrivato a Pietrelcina anche per «portare le preghiere del mio popolo, il popolo della Terra Santa, dei bambini della Terra Santa, dei bambini di Gaza». Il pensiero va soprattutto ai più piccoli: «Abbiamo 20.000 bambini che hanno bisogno di cure in questo momento», afferma, ricordando anche le vittime, gli orfani e le famiglie che da anni vivono senza lavoro e senza un reddito.
Da qui il suo appello alla comunità internazionale: «La situazione in Terra Santa è terribile, è una situazione disumana». E ai giovani affida un messaggio altrettanto diretto: pregare, essere vicini a chi soffre e soprattutto chiedere la pace. «Bisogna gridare per chiedere la pace, perché tutti abbiamo bisogno di pace», dice Faltas. Poi una frase che sintetizza il senso della sua testimonianza: «Se noi rimaniamo zitti, rimaniamo in silenzio, siamo anche complici in questa situazione».
È proprio il dialogo la parola chiave con cui il francescano interpreta anche il messaggio di San Pio: «Di trovare la soluzione di questo problema tramite il dialogo, di tornare al dialogo, di accettare l'altro». E precisa: «Accettare l'altro come un fratello, non come una minaccia».
La scelta del Consiglio comunale di Pietrelcina è stata deliberata all'unanimità nella seduta del 22 giugno 2026. Nel documento ufficiale, padre Ibrahim Faltas viene riconosciuto come «autentico operatore di pace e figura di spicco della presenza cristiana in Terra Santa», con riferimento anche al suo ruolo di mediatore durante i trentanove giorni dell'assedio alla Basilica della Natività di Betlemme nel 2002.
Un riconoscimento che richiama direttamente anche il legame tra Pietrelcina e Betlemme. Padre Faltas viene infatti indicato nella motivazione come «ponte spirituale e diplomatico» tra la Terra Santa e la città di San Pio, per essere stato «convinto promotore, padrino e ispiratore» dello storico gemellaggio tra Pietrelcina e Betlemme, siglato ad Assisi nel 2018.
Un legame che negli anni è diventato parte integrante della storia delle due comunità e che oggi, attraverso la cittadinanza onoraria, viene ulteriormente rinnovato.
La motivazione sottolinea inoltre la profonda devozione di padre Faltas a San Pio da Pietrelcina, da lui venerato quale «Grande Riconciliatore», e richiama l'eredità del messaggio di San Francesco d'Assisi, nell'anno dell'VIII Centenario della morte del Poverello e del Giubileo Francescano.
Il sindaco Salvatore Mazzone parla di «un momento di grande emozione, di grande onore» e ricorda l'incontro tra padre Ibrahim, i giovani dell'oratorio e la comunità di Pietrelcina. «È stata toccante la sua testimonianza», sottolinea, riferendosi al dolore raccontato dal frate e alla situazione nei territori della Striscia di Gaza e della Cisgiordania.
Lo saluta come "pucinaro" il sindaco che ha inoltre annunciato l'avvio di una raccolta fondi destinata ai Frati Minori della Custodia di Terra Santa, con l'obiettivo di sostenere e aiutare le popolazioni locali che stanno vivendo una situazione di grave difficoltà.
La cittadinanza onoraria diventa così non soltanto un riconoscimento personale a padre Ibrahim Faltas, ma anche una testimonianza concreta della vicinanza di Pietrelcina al popolo di Betlemme e alle comunità della Terra Santa. Come recita la motivazione ufficiale, è un modo per «rinnovare la sentita vicinanza di Pietrelcina e dei pietrelcinesi al popolo di Betlemme e a tutta la Terra Santa».
Ad introdurre la cerimonia in Piazza Santissima Annunziata è stata la Lectio Magistralis del professor Maurizio Oliviero sui temi della cooperazione internazionale, dei diritti umani e del contributo delle comunità cristiane di Terra Santa al dialogo.
Nel giorno in cui Pietrelcina celebra San Pio, la presenza di padre Ibrahim Faltas porta dunque nella città natale del Santo la voce della Terra Santa. Un incontro tra fede, memoria e attualità, nel quale il gemellaggio con Betlemme assume un significato ancora più concreto: quello di una comunità che sceglie di mantenere vivo un legame di fraternità e di trasformarlo anche in solidarietà.
Tre giorni dedicati a San Pio diventano così anche un'occasione per parlare di pace, dialogo e responsabilità. Perché, nelle parole di padre Faltas, la pace non può restare soltanto una preghiera: deve diventare un impegno.
Padre Ibrahim Faltas è cittadino di Pietrelcina: "Il silenzio del mondo uccide"
"Appello per la Terra Santa: condizioni disumane, gridiamo per chiedere la pace"
Pietrelcina.
